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Torneranno gli orribili macoutes?
Le classi dirigenti sgomitano per il potere - Haiti Progres 26 maggio
2004
Gli scontri per il potere hanno iniziato a mettere in pericolo
l'alleanza delle classi dirigenti, formatasi tre anni fa per rovesciare
il Governo costituzionale di Haiti.
Da una parte la borghesia tradizionale, i proprietari di negozi, i
commercianti di auto, stazioni di servizio e stabilimenti. Dall'altra i
grandons, la classe reazionaria dei proprietari terrieri, con un potere
in
declino, dopo i giorni di grandezza, durante la dittatura di Duvalier
(1957-1986). I Tonton Macoutes di Duvalier, un corpo armato di spie e
malviventi, è stato il braccio armato del potere dei grandons.
Queste due classi dirigenti ad Haiti hanno lottato per il potere per 200
anni, come insegnano i frequenti colpi di stato e gli interventi
dall'estero. Ma quando gli haitiani hanno eletto il presidente
Jean-Bertrand
Aristide, prima nel '90 e poi ancora nel 2000, le due fazioni hanno
messo da parte i contrasti e si unirono per osteggiarlo. Il Partito
Nazional Popolare (PPN) lo chiamava "l'alleanza della borghesia del
Macout". A seguito del sequestro del Presidente Aristide, il 29
febbraio, da parte dei Marines
statunitensi, Washington ha inviato un gruppo di "tecnocrati" haitiani,
molti dei quali avevano vissuto all'estero, per tenere le redini del
paese.
Ora, i politici Haitiani, come i neo - duvalieristi, recriminano che
il "tecnocrate" Primo Ministro Gérard Latortue ed i suoi consiglieri a
Washington favoriscano la borghesia (e lo fanno) ed abbiano largamente
bloccato i Macoutes (ed infatti è così), che hanno avuto un ruolo
importante nella cacciata di Aristide.
I soldati neo - duvalieristi, come Guy Philippe ed il leader del FRAPH,
lo squadrista Jodel Chamblain, hanno guidato un piccolo numero di
ribelli americani e domenicani nell'occupazione delle città
settentrionali di Gonaïves e di Cap Haïtien, infondendo il convincimento
che la capitale fosse accerchiata (e non lo era) e che la guerra civile
fosse alle porte (neanche). Questo fornì a Washington il pretesto per
rapire Aristide.
I ribelli credevano di poter far risorgere rapidamente le Forse
Armate di
Haiti (FadH), alle quali molti erano appartenuti, e che furono disperse
da
Aristide nel 1995. Un nuovo esercito sarebbe servito al gruppo dei
Macoutes
come forte contro-peso al potere economico della borghesia. Tuttavia, i
tempi sono cambiati da quando gli Stati Uniti si servivano dei militari
di
Duvalier e dei Macoutes per tenere in linea gli haitiani. Ora Washington
e
Parigi preferiscono il ricatto economico e, nel peggiore dei casi, le
truppe
di "peacekeeping", per far sì che queste neo-colonie rispettino le loro
leggi. I ribelli neo-duvalieristi oggi accusano Washington e Parigi di
fare
il doppio gioco e prendono una posizione neo-nazionalista. Per esempio a
Gonaïves, il 18 maggio, il giorno della festa della bandiera di Haiti,
il
Fronte della Resistenza di Gonaïves, capeggiata dal leader del FRAPH
Jean
Pierre "Tatoune", si è trasformato in partito politico con il nome di
Fronte
Nazionale di Ricostruzione(FRN), con Guy Philippe, il leader della
Resistenza Butter Métayer e Winter Etienne rispettivamente segretario
generale, presidente e coordinatore. Butter Métayer ha definito
l'occupazione di Gonaïves dalla
Legione Straniera francese (il paese è indipendente dalla Francia da 200
anni) come "umiliante" ed ha terminato il suo discorso con "Abbasso
l'occupazione francese, cacciamo gli stranieri!" Il discorso di Guy
Philippe è stato più morbido "Non abbiamo problemi con i francesi o gli
americani, è una questione di principio. Non è giusto avere militari
stranieri sul suolo haitiano duecento anni dopo l'Indipendenza. A tre
mesi
dall'allontanamento di Aristide, spero che le cose cambino. Quando
abbiamo
combattuto rischiando la nostra vita, pensavamo che le cose potessero
andare
meglio. Purtroppo abbiamo visto le persone che hanno condotto il paese
per
200 anni, chiamare gli stranieri per difendere i loro interessi".
Philippe
ha parlato alla borghesia. Tuttavia Washingon sta facendo del suo¿Ad
ulteriore dimostrazione dei loro timori, il 5 maggio i Macoutes hanno
organizzato manifestazioni violente per contrastare Pierre Sully, il
nuovo
direttore, eletto dai tecnocrati, della ricca e corrotta autorità
portuale
di Cap Haïtien, una roccaforte dei "ribelli".
Questa e-mail è un servizio dell'Haiti Support Group.
Dal 1992, solidarietà con il popolo Haitiano che combatte per la
giustizia,
la democrazia e lo sviluppo equo.
www.haitisupport.gn.apc.org
Tradotto da Noemi di Leonardo
da Peacelink
versione inglese
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