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www.resistenze.org
- osservatorio - mondo - politica e società - 02-07-03
tratto da: http://www.nuovimondimedia.it/
Su la testa!
L'Organizzazione degli Stati Americani caccia gli Stati Uniti d'America
dalla Commissione per i Diritti Umani
La ventitreesima Assemblea Generale dell'Organizzazione degli Stati
Americani ('Oea'), conclusasi lo scorso 10 giugno a Santiago del
Cile, ha sancito l'esclusione degli Usa da una delle Commissioni
più importanti e più sensibili politicamente dell'organizzazione,
la Commissione per i Diritti Umani ('Cidh').
La sessione che ha portato al clamoroso risultato è avvenuta
durante l'ultimo giorno di sessione, quando i rappresentanti degli
stati membri erano impegnati nel rituale rinnovo delle cariche nei
punti vitali dell'organizzazione.
33 a 15 il risultato della votazione in seno alla 'Cidh', dove gli
Stati Uniti d'America hanno invano tentato di far eleggere propri
rappresentanti, ed in particolare Rafael Martinez, un cubano naturalizzato
negli Usa, dirigente dell'associazione 'Vivienda y Desarollo' ('
Urbanistica e Sviluppo'), molto vicina agli ambienti della 'dissidenza'
cubana di Miami e legata all'area più conservatrice del partito
repubblicano.
La sconfitta delle pressioni statunitensi segnano la prima occasione
nella storia dell' "Oae " nella quale la Commissione per
i Diritti Umani lavorerà (e deciderà) senza neppure
un rappresentante nordamericano indicato dalla Casa Bianca.
Ma gli Stati Uniti sono anche stati sconfitti nel tentativo di far
rieleggere nella Commisione Giustizia della stessa "Cidh "
il rappresentante del Guatemala, signora Maria Altoaguirre, presidente
uscente della sub-commissione congiuntamente al giudice argentino
Juan Méndez, due figure che hanno sempre goduto della massima
fiducia del governo Usa.
Per le future sessioni dei lavori della "Cidh " sono stati
eletti i rappresentanti di trentatrè paesi, e tra questi
giuristi indipendenti espressi dal Brasile, El Salvador, Paraguay
e Venezuela.
E ' possibile che la votazione in seno alla Commissione per i Diritti
Umani della Organizzazione degli Stati Americani non rappresenti
una svolta epocale sul tema dei diritti civili e della difesa dei
minimi diritti umani delle popolazioni centro e sud americane, stremate
dalle politiche liberiste imposte dalla World Bank e ricattate dalle
imposizioni sul debito del Fondo Monetario Internazionale, ma certo
la notizia è clamorosa e rappresenta una brezza, un alito
di speranza per quei paesi e per quei popoli lì dove ancora
dominano le oligarchie ed i potentati economici, abituati a eleggere
e sostenere i regimi che hanno consentito, per la quasi interezza
dello scorso secolo, la razzia e la gestione personale delle immense
ricchezze naturali del continente americano.
Scorrendo le decine di migliaia di pagine, consultabili liberamente
sui siti web dei servizi di sicurezza Usa e del Dipartimento di
Stato, grazie al "Foia " ("Freedom ofinformation
act"), che consentono di ricostruire le spaventose violazioni
in tema di diritti umani e civili compiute da tutte le amministrazioni
Usa dai primi del '900 ad oggi, si può capire come davvero
sia da considerarsi "storica " la votazione del 10 giugno
a Santiago del Cile: per la prima volta gli Usa fuori dalla porta
della Commissione che dovrà occuparsi proprio di quei diritti
da sempre offesi, limitati o peggio negati.
Certo, una sola votazione avvenuta appena 5 giorni fa, non può
che essere considerata come simbolica, ma indicativa comunque di
una tendenza del rifiuto della sistematica sudditanza politica economica
e militare imposta ai paesi non allineati con i "desideria
" della Casa Bianca. I governi di Venzuela ed Ecuador, il Brasile
di Lula hanno riacceso una speranza nella possibilità di
una via parlamentare e pacifica per invertire la politica di ricatto
imposta fino ad oggi ad interi popoli colpevoli soltanto di credere
e lottare affinché un mondo migliore fosse per loro possibile.
Non si rimargineranno le ferite del Cile di Salvador Allende, non
si asciugheranno le lacrime di Rigoberta Menchù, non si placherà
la determinazione ad aver giustizia delle mamme di Plaza de Majo.
L 'estromissione degli Usa dalla Commissione per i Diritti Umani
non basterà da sola a sminare le acque del Nicaragua, infestate
da ordigni posti dagli incursori della "Us Navy " per
ostacolare i governi sandinisti, e che non consentono ancora una
pesca sicura e al riparo da esplosioni nelle acque territoriali.
Ci vorrà del tempo, molto tempo prima che si possa parlare
di democrazia ad Haiti, nella Repubblica Dominicana, prima che gli
abitanti della Guyana possano rientrare in possesso delle loro terre
praticamente tutte espropriate dai programmi militari statunitensi
per il lancio dei satelliti spia e perfino dall 'Europa con il programma
'Arianne '.
"Harriba la cabeza ", sù la testa, così
spronava Ernesto "Che " Guevara i propri guerriglieri
quando notava momenti di scoramento o di stanchezza durante la lunga
marcia che da Santiago li avrebbe portati all 'Avana per cacciare
la dittatura di Batista da Cuba. Su la testa dunque, incominciamo
camminare, la strada è lunga. Che quel voto del 10 giugno
diventi il primo, storico, passo.
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Alma Giraudo
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