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Un messaggio da Haiti occupata
26 aprile 2004
da Charlie
Salve a tutti,
Spero sinceramente che questo messaggio raggiunga tutti. È da una
settimana che provo a metterlo giù, ma non c'è stato tempo, è andata via
la corrente, i computer non funzionavano, ecc.
La mia "residenza" è la Aristide Foundation [Fondazione Aristide], un
gran bel complesso alla periferia della città che finora è riuscito a
scampare alla distruzione. È molto ben fortificato, il che di certo
aiuta, e c'è sempre qualcuno che ci va a dormire. Io ci sono stato per
alcune ore tutti i giorni. E ci andrò per un po' anche domani, visto che
ci sarà un mucchio di gente. Prima del colpo di stato era un vero punto
di snodo, vi si tenevano addirittura fino a 65 corsi alla settimana e
grossi meeting di gruppi diversi (come le donne del mercato).
Ho sentito molte testimonianze di persone la cui vita è in pericolo,
persone che vivono nascoste e che non hanno mezzi di sostentamento.
Molti stanno fuggendo nella Repubblica Dominicana (che confina con Haiti
sull'isola di Hispanola). Hanno bisogno di denaro laggiù, ma almeno sono
al sicuro da bande e squadroni della morte. Gli oppositori sono davvero
feroci. Hanno dato alle fiamme molte case. Lyn è andato all'obitorio
nella città di Gonaives e ha contato 21 cadaveri carbonizzati e altri 13
a cui avevano sparato. Nessuno aveva reclamato i corpi per paura di
essere identificato con i morti.
Nella città settentrionale di Cap-Haïtien sono stati ritrovati 24
cadaveri in un autocarro portacontainer. Gli uomini erano stati lasciati
chiusi a cuocere nel container per tre giorni fino a morirne, e poi il
camion era stato spinto in mare. La scorsa settimana un organizzatore
studentesco pro-Aristide che sin dal golpe viveva in clandestinità, ha
cercato di ritornare alla facoltà di Giurisprudenza, perché è il suo
ultimo anno e voleva laurearsi. È stato picchiato selvaggiamente ed è
vivo per miracolo. Non è inusuale sentire un mitragliatore all'opera di
notte (alle 22 c'è il coprifuoco) e spesso alla mattina vengono
rinvenuti i corpi. Proprio la scorsa notte numerose case sono state date
alle fiamme nei bassifondi della Cite Soleil. È questo il livello di
brutalità con cui abbiamo a che fare.
Ma io, come "bianco", sono quasi certamente al sicuro. Circola un odio
incredibile per la famiglia Bush fra i sostenitori di Lavalas, perfino
più accanito e implacabile che in molte parti di San Francisco. I
graffiti pro Aristide abbondano. La povertà è opprimente. Centinaia di
migliaia di persone lavorano come venditori ambulanti, con piccoli
cestini di merce da piazzare e senza guadagnare più di qualche spicciolo
al giorno. Sono loro la base di Lavalas (il partito di Aristide), e
poiché il loro numero non fa che aumentare come conseguenza del colpo di
stato, anche il sostegno al Lavalas non accenna a diminuire.
Ma questo è chiaramente lo scopo dell'occupazione US, con tutte le sue
truppe camuffate dal grilletto facile. I sostenitori pro-Aristide stanno
perdendo il lavoro e le posizioni prima occupate in ogni istituzione.
Tre uomini di Gonaives che vivono in clandestinità dicono che fra il 10
e il 20 % di TUTTA la popolazione della città è già fuggita. La vita
normale è stata completamente distrutta praticamente per un'intera
nazione. Ci si chiede quanto ancora potrà sopportare. La vita è così
incredibilmente dura. Quasi non c'è elettricità. I trasporti pubblici
sono lenti e costosi (il carburante costa più di 3$ al gallone).
C'è pochissimo lavoro, e i salari hanno subito tagli drastici dopo il
golpe mentre i prezzi hanno preso il volo. I facoltosi che hanno
supportato il colpo di stato stanno intascando le loro generose
ricompense, proprio come capita ai Repubblicani di Bush negli Stati
Uniti. È disdicevole e immorale ma, come dice il proverbio haitiano, "La
Costituzione è di carta. Le armi d'acciaio."
Così ora la compagnia telefonica e quella elettrica, che sono di
proprietà pubblica e che Aristide (suscitando le ire del sistema
bancario internazionale) aveva rifiutato di privatizzare, sono andate
all'incanto in aste battute da consulenti americani che guadagnano
200.000$ all'anno dei nostri sudati dollari gravati da tasse, mentre gli
haitiani indigenti stanno sistematicamente morendo di fame. Presto il
presidente fantoccio incontrerà l'IMF e il denaro che da tre anni non
viene erogato ricomincerà a fluire - un ulteriore sforzo per convincere
la popolazione dei fallimenti di Aristide e della magnanimità del nuovo
governo.
Il grande dibattito fra i sostenitori del Lavalas ora è se partecipare o
meno alle nuove elezioni. Gli aderenti più abbienti sembrano aperti a
questa eventualità, fatte salve certe condizioni, in particolare la
garanzia di incolumità per i partecipanti (il che pare una vana
speranza, date le condizioni sopra riferite). La base oppone invece un
sonoro NO - Aristide è il solo presidente legittimo e loro non intendono
votare per nessun altro. Qualcuno di quelli che vivono in clandestinità,
poi, ha ricordato a Lyn che si è già votato per due volte ed ecco che
cosa è capitato. Perché dovrebbero mettere a repentaglio la propria vita
un'altra volta?
Charlie
Da Haitiaction.org
Traduzione di Grazia Giua
versione inglese
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Alma Giraudo
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