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27 Marzo 2003 Znet
Haiti ed il gioco americano
Tom Reeves
Sono appena tornato da una settimana trascorsa ad Haiti proprio quando
il presidente americano dava il via alla sua tempesta distruttiva
sull'Iraq, nel nome di quelle stesse libertà che contemporaneamente
stava riducendo in casa sua. Sono stato ad Haiti sotto Baby Doc, ed
altre volte durante la dittatura militare seguita all'espulsione di Jean
Bertrand Aristide. Leggendo la stampa 'progressista' così come quella
ufficiale, sospettavo che Haiti versasse in una situazione di povertà e
repressione peggiore del solito, sotto quell'isolato e corrotto Aristide
così diverso dall'umile prelato che la gente aveva scelto unanimemente
nel 1991. Come mi disse un giornalista canadese al quale chiesi perché
definiva Haiti una tirannia:'Lo sanno tutti'.
Ciò che appare chiaro è che lì gli Stati Uniti stanno facendo lo stesso
gioco che in Iraq, premendo per un 'cambio di regime. La loro strategia
comprende una massiccia campagna di disinformazione dei media americani
sul paese, l'embargo sugli aiuti stranieri di cui Haiti ha un disperato
bisogno, e il supporto diretto a tutti quegli elementi violenti,
compresi ufficiali e sostenitori di Duvalier, che cercano apertamente di
rovesciare il presidente Aristide. Ciò che sorprende di più è il ruolo
del Canada in questa faccenda.
A fine Gennaio il segretario di stato canadese per l'America
Latina,Denis Paradis, ha tenuto un summit francofono ad Ottawa che ha
incluso anche Francia e rappresentanti dell'Unione Europea per
affrontare la 'crisi haitiana'. In modo significativo ad Haiti non è
stato chiesto di partecipare. In una intervista a 'L'Actualité' Paradis
si è lasciato scappare alcune informazioni sulla conferenza riguardanti
una proposta che si stava considerando di inviare ad Haiti un 'corpo di
pace ONU' stile Kosovo. Inoltre è stata citata l'opinione di Paradis su
come i Canadesi trattassero meglio i loro animali di quanto il governo
haitiano trattasse i suoi cittadini, e che ci fosse bisogno di un
intervento internazionale per proteggere gli haitiani dalla tirannia.
Tutto questo ha fatto infuriare a tal punto l'opinione pubblica ed i
leaders haitiani,che l'ambasciatore canadese nel paese ha negato la
cosa, ma Michael Vastel, giornalista de 'L'Actualité', mi ha confermato
la veridicità di ogni parola attribuita a Paradis.
Vastel ha poi aggiunto come gli apparisse chiara l'opinione fallimentare
che il Canada e gli altri paesi presenti alla conferenza avessero su
qualsiasi tentativo regionale (Caraibico o dell'OAS)* di risolvere la
crisi haitiana.
Probabilmente sorprenderà molti canadesi sapere che il loro paese sta
partecipando con gli Stati Uniti ad un ennesimo lampante tentativo
di'cambio di regime', questa volta ai danni di un governo
democraticamente eletto. Haiti è ancora' la nazione più povera
dell'emisfero occidentale', eppure ho trovato questa gente poverissima
molto più elastica e politicamente informata di tanti americani. Ho
conosciuto una donna chiamata Elitane Atelis, membro del Fanm des
Martyrs Ayibobo Brav; donne vittime della violenza militare. Mi ha detto
:'' Ogni piccolo haitiano sa a che gioco sta giocando Bush'' Il gioco
che sta giocando ad Haiti è quello di una 'guerra di bassa intensità'.
Vuol dire che la gentile signora che fa da portavoce all'ambasciatore
americano sorride mentre informa che al personale dell'ambasciata non è
permesso visitare Cité Soleil perché troppo pericolosa.
Elitaine dice, '' Ogni governo eredita la storia del suo paese'',il che
vuol dire che Haiti deve pagare quasi 2 milioni di dollari al mese per
estinguere i debiti accumulati da dittatori passati. Il che vuol dire
che l'International Republican Institute sovvenziona i partiti politici
della Convergence ( chiamati ' particelle' per quanto sono piccoli) che
appoggiano il ritorno delle forze armate. Di recente, giornalisti
indipendenti o leaders di forze politiche neutrali, come Ben Duputy del
rispettato Haiti Progres, hanno indicato come alcuni elementi
dell'opposizione stiano preparando un colpo di stato. Dal momento che
questi gruppi sono finanziati da interessi americani, bisogna credere
che gli Stati Uniti appoggino tacitamente l'azione. Il che significa che
il governo americano blocca 500 milioni di dollari in aiuti
internazionali (per acqua, supporto medico, educazione, strade) e
sottrae al paese il 60% del suo budget. Il che significa che un ben
oliato sistema di media sta demonizzando Aristide ed alimentando la
disinformazione internazionale su Haiti. Non dimentichiamoci che gli
aiuti sono stati negati in seguito ad alcune irregolarità elettorali nel
2000. Sebbene i media americani le abbiano definite fraudolente, tanto
l'OAS quanto gli Stati Uniti non hanno mai avanzato una tale accusa. La
sola sfida è di ampliare una maggioranza tenuta in mano da sette
senatori su ventisette (in origine erano otto, ma in un caso è stata
tenuta un'altra votazione). Questo scuote la sensibilità americana, con
il suo record di risultati elettorali incontestabili in Florida nello
stesso 2000! Nessuno dubita che il Presidente e i suoi legislatori '
lavalisti' abbiano vinto grazie a un'enorme quantità di voti.I senatori
si sono dimessi,e sono state indette nuove elezioni poi bloccate in
seguito al rifiuto dell'opposizione di nominare membri per la
commissione elettorale.
Detto questo non significa che il governo del presidente Aristide sia un
modello di democrazia. Un famoso poeta haitiano mi disse ' Aristide è il
pastore di Haiti, non il suo presidente. Come manager è inadeguato'. E
il governo è peggio del suo presidente. Un importante funzionario del
Ministero della Giustizia mi ha confessato che delle 242 persone che
lavorano con lui può fidarsi solo di una dozzina. Prima che arrivassi,
una squadra antidroga era stata arrestata dopo aver bloccato una delle
autostrade principali per permettere l' atterraggio di un aereo
colombiano carico di droga. Il Primo Ministro, Yvon Neptune, mi ha detto
con franchezza:'Noi tutti,compreso me ed il presidente Aristide, ci
troviamo in un ambiente in cui sta avvenendo un cambiamento sociale,
culturale e di mentalità dopo decenni di dittatura, chi dichiara di non
essere parte di questo processo prende solo in giro se stesso.'
Ci sono indizi che le cose stanno peggiorando: gli Stati Uniti hanno
bloccato gli aiuti, le corporations si rifiutano di fare investimenti e
l'elite ritira il proprio denaro dalle banche per creare il panico. La
disoccupazione rimane al 60%. I prezzi dei generi alimentari di prima
necessità e del gas sono arrivati alle stelle. La moneta nazionale (il
gourde) è precipitata da 15=1$ a 45. Sebbene parte di una situazione
mondiale disastrosa, è il governo ad essere incolpato di tutto questo.
(Nella vicina Repubblica Dominicana il peso è crollato altrettanto
drasticamente).
In più, la sinistra critica il governo per aver accettato la
privatizzazione e l'abolizione delle tariffe imposte dall'IMF** e dalla
Banca Mondiale. Aristide ha dovuto accettare alcune di queste misure,
misure che minano gli sforzi del governo per migliorare l'assistenza
pubblica e finanziare l'agricoltura haitiana. La piccola Haiti non può
prendere in giro gli Stati Uniti o la Banca Mondiale. Ma, nonostante le
richieste di vendere tutte le compagnie pubbliche, solo le due più
piccole sono state date via. Il Primo Ministro mi ha detto :' Dobbiamo
operare nel mercato mondiale ma vogliamo creare un'economia alternativa,
e stiamo lavorando con Cuba, Venezuela ed altri paesi affinchè piccole
nazioni come la nostra non siano schiavizzate o divorate dalla
globalizzazione. ' Le persone più povere dei paesi più poveri sopportano
sempre l'impatto delle peggiori notizie economiche. Certo, esiste la
violenza politica ad Haiti, e la giustizia è lenta o inesistente. Tra
una decina d'istanze verificate, quella che ha fatto più clamore è
l'uccisione del giornalista - eroe Jean Dominique risalente a tre anni
fa. La vedova di Dominique, Madame Michelle Montas, ha assistito
all'omicidio della sua guardia del corpo a Dicembre. Minacce hanno fatto
chiudere la loro stazione radiofonica, Haiti-Inter, e lei è fuggita.
Tuttavia nonostante quelle che lei chiama pressioni di gruppi
internazionali si è rifiutata di dare la colpa di questo al partito di
Aristide,il Lavalas. Fino a poco tempo fa le indagini sul caso sono
procedute lentamente nonostante l'arresto di quattro uomini e
l'interrogatorio, da parte del giudice preposto al caso, di un senatore
lavalista sospettato di coinvolgimento indiretto. Dominique era un uomo
incredibile che era riuscito a scatenare la rabbia dei gruppi più
importanti di Haiti. Quando è morto c'erano molti individui e gruppi
antigovernativi che lui aveva messo allo scoperto e sembravano essere
coinvolti nel tentativo di destabilizzare il governo. Tra questi c'era
il dottor Roland Boulos, smascherato da Dominique per aver messo in
commercio, tramite la sua compagnia, medicinali contaminati che
avrebbero ucciso almeno sessanta bambini. Boulos è il leader di una
parte dell'opposizione, finanziato da Washington e non indagato nel
caso. Il quarto giudice nominato, Bernard St. Vil, dopo molti problemi
ha rilasciato atti di accusa per sei uomini che già si trovavano in
carcere. Secondo il giudice non vi era sufficiente evidenza per indagare
il senatore lavalista Dany Toussaint. Montas ed altri hanno espresso
indignazione per l'arresto di criminali comuni che,si sa,hanno solo
interpretato una parte, mentre i nomi dei veri colpevoli dell'omicidio
non sono mai stati fatti.
Nonostante siano state sollevate voci sull'impossibilità per i
giornalisti di lavorare liberamente ad Haiti a causa della violenza
politica, esistono molti più giornali e stazioni radiofoniche
d'opposizione lì di quanti non ci si possa immaginare in Canada o negli
Stati Uniti. Molti di loro sono sottili critici governativi. In un
sistema d'informazione finanziato dagli interessi delle elite vi sono
continui richiami al rovesciamento del governo, qualcosa di
inammissibile a Washington e ad Ottawa.
I sostenitori del Lavalas sono assaliti ed uccisi, ma la maggior parte
dei media internazionali e delle organizzazioni per la difesa dei
diritti umani lo ignorano. Ex ufficiali dell'esercito e noti Macoute
(gli scagnozzi di Duvalier) hanno ucciso un poliziotto, incendiato una
stazione di polizia, fatto irruzione in una prigione e minacciato
persone nei pressi di Petite Goave e del Central Plateau, ma il 'Miami
Herald' continua a non pubblicare le documentazioni degli osservatori
indipendenti.
In un quartiere povero di Cap-Haitien ho incontrato quattro uomini sui
trenta.' Non crediamo che Aristide stia facendo un buon lavoro, ma per
lo meno ora possiamo parlare, siamo liberi di andare e venire. I Macoute
non devono ritornare.'. Come Primo Ministro lo stesso Neptune mi aveva
detto in precedenza: ' Si,c'è corruzione e la polizia è violenta, ma
paragonare il nostro governo a quello di una dittatura è un'ipocrita
menzogna!'
" OAS - Organization of American States. Istituzione fondata a Bogotà
nel 1948. ha sede a Washington. Riunisce 35 Paesi membri allo scopo di
coordinare lo sviluppo delle attività economiche, sociali e scientifiche
del continente americano, promuovere e rispettare la democrazia,
assicurare la soluzione pacifica delle dispute,rafforzare la pace nel
continente.. Nel 1962 l'OAS escluse Cuba dalle sue attività, in
relazione agli eventi succedutisi alla rivoluzione di Castro. Tuttora ad
essa non è stata preclusa la appartenenza formale all'associazione.
(torna al testo)
** IMF - Fondo Monetario Internazionale. E' la piu' grande istituzione
finanziaria mondiale, nata il 27 dicembre 1945 a Bretton Woods, New
Hampshire, USA con i seguenti obiettivi (secondo quaanto si puo' leggere
sul loro sito internet): >
" promuovere la cooperazione monetaria internazionale
" facilitare l'espansione e la crescita equilibrata del commercio (!)
" promuovere la stabilita' degli scambi
" assistere la costituzione di un sistema di pagamenti multilaterali
" mettere le sue risorse generali temporaneamente a disposizione dei
suoi membri la cui bilancia dei pagamenti sia in difficolta'
" abbreviare la durata dello squilibrio e ridurne il livello nella
bilancia dei pagamenti internazionali (ovvero i debiti) dei membri (!)
(torna al testo)
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Sito no-profit a cura di
Alma Giraudo
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