ARISTIDE E HAITI

"Chi mi ha rovesciato ha estirpato il tronco della libertà.
Ricrescerà perché le sue radici sono molte e profonde"

 

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La destabilizzazione di Haiti. Gli Stati Uniti hanno appoggiato il Colpo di Stato

di Michel Chossudovsky

Nelle intenzioni dell'Amministrazione Bush c'è sempre stata l'idea di sostituire Aristide con una figura più mite e remissiva. Non c'è bisogno di dire che i media occidentali non hanno affatto preso in considerazione il background storico della crisi di Haiti. Il ruolo giocato dalla CIA non è stato nemmeno menzionato. La cosiddetta "comunità internazionale", che sostiene di essere impegnata nella salvaguardia del governo e della democrazia, ha chiuso gli occhi davanti ai massacri.

La Casa Bianca ha messo in dubbio che il Presidente haitiano Aristide "sia la persona più appropriata per governare il paese". Secondo la dichiarazione ufficiale della Casa Bianca rilasciata il giorno prima della fuga di Aristide verso la Repubblica Domenicana "il suo fallimento nel conformarsi ai principi democratici ha contribuito alla profonda polarizzazione e la violenta agitazione di cui siamo testimoni oggi. Le sue azioni hanno messo in dubbio che sia la persona giusta per governare Haiti. Vogliamo che egli esamini attentamente la sua posizione, che accetti le sue responsabilità e che si comporti in modo da rispettare gli interessi del popolo haitiano".

Non dovremmo forse applicare gli stessi standard che sono stati applicati al Presidente George Bush, quello stesso presidente che ha mentito agli americani, violato le leggi internazionali e ha finanziato un criminale schermandosi dietro un falso pretesto?
Questo articolo è stato scritto negli ultimi giorni di febbraio 2004 in risposta a tutta la disinformazione diffusa dai principali canali media. È terminato il 29 febbraio 2004, giorno in cui il presidente Jean Bertrand Aristide è fuggito in esilio.

L'insurrezione armata del 29 febbraio 2004, che ha contribuito a privare il presidente Aristide del suo potere, è stata il risultato di un'operazione militare di intelligence.

Nei primi giorni di febbraio l'esercito paramilitare ribelle è entrato in Haiti attraversando il confine della Repubblica Domenicana. Questo esercito è un gruppo paramilitare ben equipaggiato, armato e addestrato di cui fanno parte gli ex membri del Fronte per l'avanzamento e il progresso di Haiti (FRAPH), gli squadroni della morte "in borgese" coinvolti nelle uccisioni di massa di civili e politici durante il colpo di stato spalleggiato dalla CIA del 1991. Questo condusse alla sconfitta del governo democratico del presidente Jean Bertrand Aristide.
L'auto proclamato Fronte per la liberazione e la ricostruzione nazionale (FLRN) è comandato da Guy Philippe, ex capo della polizia ed ex membro delle Forze Armate di Haiti. Durante il colpo di stato del 1991 Philippe fu addestrato dalle Forze Speciali Americane in Ecuador insieme a una dozzina di altri ufficiali dell'esercito Haitiano (vedi Juan Gonzalez, New York Daily News, 24 Febbraio 2004).
Gli attacchi a Gonaive e a Cap Haitien sono stati condotti da Emmanuel Constant, detto "Toto" e Jodel Chamblain, altri due commanders associati a Guy Philippe. Questi sono ex Tonton Macoute e leader del FRAPH.
Nel 1994 Emmanuel Constant guidò gli squadroni della morte del FRAPH nel villaggio di Raboteau. Questo triste evento verrà poi ricordato come "Il massacro di Raboteau.

"Uno dei più assurdi massacri è accaduto a Raboteau nel 1994, uno 'slum', un quartiere povero affacciato sul mare, a circa 100 miglia a Nord dalla capitale. Raboteau conta circa 6.000 abitanti di cui la maggior parte sono pescatori e salt rakers ed è conosciuta come una fortezza d'opposizione dove i dissidenti politici spesso cercano rifugio. Il 18 aprile del 1994, 100 soldati e circa 30 paramilitari arrivarono a Raboteau dando vita a quello che gli investigatori in seguito ricorderanno come una "prova costumi". Arrestarono la gente nelle loro case, cercarono di scoprire dove si stesse nascondendo Amiot "Cubain" Metayer, un famoso sostenitore di Aristide. Picchiarono la gente e la costrinsero a bere dai bocchettoni delle fogne, provocarono l'aborto a molte donne incinte. Torturarono un uomo cieco di circa 65 anni finché questi non vomitò sangue. Morì il giorno dopo.

I soldati ritornarono il 22 aprile, prima dell'alba. Perquisirono le case, spararono colpi di arma da fuoco a chi era nelle strade e quando gli abitanti fuggirono verso il mare ad aspettarli vi erano altri soldati che, nascosti in alcune navi che avevano preso con la forza, cominciarono a sparare addosso ai fuggitivi. Alcuni cadaveri sono rimasti alla deriva per giorni, altri non sono mai stati ritrovati. Il numero delle vittime calcolato è di circa 24-30 mentre sono centinaia coloro che sono scappati dalla città spaventati da altre possibili rappresaglie. (St Petersburg Times, Florida, 1 settembre 2002).
Durante il governo militare (1991-1994) il FRAPH era (non ufficialmente) sotto la giurisdizione delle Forze Armate, prendeva ordini dal Comandante in capo Generale Raul Cedras. Secondo un comunicato del 1993 della Commissione per i Diritti Umani il FRAPH godeva della protezione della CIA. Durante la dittatura militare la Giunta Militare proteggeva il narcotraffico. Questa, a sua volta, era sotto le ali protettive della CIA.
Nel libro paga della CIA comparivano i nomi dei leader del colpo di stato del 1991, fra cui i commanders paramilitari del FRAPH (vedi Paul DeRienzo, http://globalresearch.ca/articles/RIE402A.html , vedi anche Jim Lobe, IPS, 11 Oct 1996). Emmanuel Constant alias "Toto", durante la trasmissione "60 minutes" del 1995 trasmessa dalla CBS, ha confessato di aver ricevuto dalla CIA 700 dollari al mese e che mentre era nel libro paga della CIA aveva creato il FRAPH (vedi Miami Herald, 1 August 2001). Secondo Constant, il FRAPH è nato con "il consenso e il supporto finanziario della DIA (Defense Intelligence Agency) e della CIA.

L' "opposizione" civile

La cosiddetta "Democratic Convergence" (DC) è un gruppo di circa 200 organizzazioni politiche guidate da Paul Evans, ex sindaco di Port-au-Prince. La "Democratic Convergence", insieme al "Gruppo delle 184 Organizzazioni della Società Civile (G - 184) ha costituito la cosiddetta "Piattaforma Democratica delle Organizzazioni della Società Civile e dei Partiti Politici d'Opposizione".

Il Gruppo dei 184 è guidato da Andre (Andy) Apaid, nato negli Stati Uniti da genitori Haitiani. (Haiti Progres, http://www.haiti-progres.com/eng11-12.html) Andy Apaid durante l'era di Duvalier, partendo dall'idea di pagare il lavoro il minimo possibile, ha fondato uno delle più grandi ditte di esportazione di materiale d'assemblaggio: le industrie Alpha. Questi sweatshop (letteralmente: i laboratori del sudore, ovvero fabbriche semiclandestine dove si lavora in regime di totale sfruttamento e senza alcuna garanzia) producono articoli tessili e assemblano materiale elettronico per alcune ditte americane, tra cui la Sperry/Unisys, l'IBM e la Remington and Honeywell. Apaid è il più potente datore di lavoro di tutta Haiti e possiede una forza lavoro di circa 4000 operai. I salari retribuiti dalle fabbriche di Andy Apaid sono molto bassi e corrispondono a 68 centesimi di dollaro al giorno (Miami Times, 26 Febbraio 2004). Si pensi che la paga minima corrente è di circa 1,50 dollari al giorno:
"Il National Labor Committee, con base negli Stati Uniti, è stato il primo a denunciare lo scandalo degli sweatshop di Kathie Lee Gifford. Alcuni anni fa le fabbriche situate nelle zone di libero scambio spesso pagavano al di sotto del minimo salariale e gli operai erano costretti a lavorare 78 ore alla settimana." (Daily News, New York, 24 Feb 2004)
Apaid è stato un fedele sostenitore del colpo di stato militare del 1991. Sia la "Convergenza democratica" che il G-184 presentano dei punti in comune con il FLRN (gli ex squadroni di morte del FRAPH) capeggiato da Guy Philippe. Il FLRN è conosciuto anche per aver ricevuto dei fondi dalla comunità finanziaria di Haiti.
In altre parole, tra l'opposizione civile che sostiene di essere non violenta e l'FLRN paramilitare non c'è una vera e propria divisione a tenuta stagna. In verità l'FLRN sta collaborando con la cosiddetta "Piattaforma Democratica".

Il ruolo del National Endowment for Democracy (NED)

Ad Haiti, questa "società civile di opposizione" viene finanziata dal National Endowment for Democracy che lavora a stretto contatto con la CIA. La Piattaforma Democratica riceve l'appoggio dell'Istituto Internazionale Repubblicano (IRI) che è un ramo del National Endowment for Democray (NED). Il senatore John McCain è stato nominato presidente del Consiglio d'amministrazione dell'IRI (vedi Laura Flynn, Pierre Labossière and Robert Roth, Hidden from the Headlines: The U.S. War Against Haiti, California-based Haiti Action Committee (HAC), http://www.haitiprogres.com/eng11-12.html ).
Durante i giorni precedenti la fuga del Presidente Aristide verso la Repubblica Domenicana il 29 febbraio, il leader del G-184 Andy Apaid, era in stretto contatto con il Segretario di Stato Colin Powell. La sua rete di organizzazioni finanziarie d'elite e l'organizzazione religiosa NGOs, che è anche sostenuta dall'IRI, ricevono delle considerevoli quantità di denaro dall'Unione Europea. (http://haitisupport.gn.apc.org/184%20EC.htm ).
Vale la pena ricordare che il NED (che controlla l'IRI) sebbene non faccia formalmente parte della CIA, ricopre un ruolo importante nel campo dei partiti politici civili e la NGOs. Il NED fu istituito nel 1983 quando la CIA venne accusata di aver corrotto clandestinamente dei politici e di aver allestito organizzazioni fittizie di società civili del fronte. Secondo Allen Weistein, responsabile dell'organizzazione della gestione del NED durante l'amministrazione Reagan: "Molto di ciò che facciamo oggi è stato fatto clandestinamente dalla CIA già 25 anni fa. " (Washington Post)
Il NED gestisce i fondi congressuali di quattro istituti: l'International Republican Institute (IRI), il National Democratic Institute for International Affairs (NDI), il Center for International Private Enterprise (CIPE), e l'American Center for International Labor Solidarity (ACILS). Queste organizzazioni sono "le uniche al mondo in grado di fornire l'assistenza tecnica agli aspiranti democratici". (Vedi IRI, http://www.iri.org/history.asp )
Vi è, in pratica, una divisione di compiti tra la CIA e il NED. Mentre la CIA fornisce sostegno clandestino ai gruppi ribelli paramilitari armati e agli squadroni di morte, il NED e le quattro organizzazioni che lo costituiscono finanziano i partiti politici "civili" e le organizzazioni non governative con lo scopo di stabilire la "democrazia" americana nel mondo.
Il NED è, per così dire, "l'esercito civile" della CIA. Gli interventi, in diverse parti del mondo, effettuati dal connubio CIA-NED sono caratterizzati da un modello costante che viene applicato in numerosi paesi.
Il NED fornisce i fondi alle organizzazioni della "società civile" in Venezuela che hanno tentato di effettuare un colpo di stato contro il Presidente Hugo Chavez. In Venezuela era la "Coordinazione Democratica" a ricevere la protezione del NED, mentre ad Haiti vi erano la "Convergenza Democratica" e i G-184.
In maniera similare, sin dal 1995 anche nell'ex Yugoslavia la CIA ha dato il proprio aiuto all'Esercito di Liberazione del Kossovo (KLA), un gruppo paramilitare implicato negli attacchi terroristici diretti alla polizia e alla milizia yugoslava. Nel frattempo il NED, attraverso il "Centro per l'Impresa Privata Internazionale (CIPE) appoggiava la coalizione dell'opposizione del Dipartimento di Stato (DOS) a Montenegro e nella Serbia. Più specificatamente, il NED stava finanziando il G-17, un gruppo di opposizione di economisti responsabili di aver progettato insieme all'IMF il programma della riforma del "mercato libero" delle coalizioni DOS durante le elezioni presidenziali del 2000 che portarono alla sconfitta di Slobodan Milosevic.

L'amara "Medicina Economica" dell'IMF

L'IMF e la Banca Mondiale rappresentano i punti cardine del processo di stabilizzazione politica ed economica. Le riforme dell'IMF, mentre vengono realizzate sotto la protezione di un corpo intergovernativo, si occupano di promuovere gli obiettivi strategici americani e la politica estera.
Basato sul cosiddetto "Washington consensus", la rigidità dell'IMF e i mezzi devastanti di ristrutturazione applicati spesso contribuiscono a fare esplodere il conflitto sociale ed etnico. Spesso le riforme dell'IMF hanno reso ancora più amara la sconfitta dei governanti eletti. In casi estremi di crollo economico e sociale, l'amara economia dell'IMF ha contribuito alla destabilizzazione di interi paesi, così come è successo in Somalia, Ruanda e in Yugoslavia. (Vedi Michel Chossudovsky, The globalization of Poverty and the New World Order, Second Edition, 2003, http://globalresearch.ca/globaloutlook/GofP.html )
Il programma dell'IMF è uno strumento costante di dislocamento economico. Le riforme dell'IMF contribuiscono a ridimensionare le istituzioni statali e a dar loro una nuova organizzazione attraverso misure drastiche. Queste riforme vengono applicate insieme ad altre forme di intervento e di intromissione politica. Compartecipano a questo programma le attività illecite della CIA per sostenere i gruppi paramilitari ribelli e i partiti politici d'opposizione.
"All'inizio di una guerra civile o un cambio di regime o a un'emergenza nazionale, sotto la guida dell'IMF vengono introdotte le cosiddette riforme "Emergency Recovery" e "Post-conflict".
Sin dall'era Duvalierana l'IMF ha sempre promosso le riforme del "mercato libero". Queste sono state sempre applicate in vari livelli sin dalle prime elezioni del presidente Artistide nel 1990.
Lo scopo del colpo di stato militare del 1991, che avvenne 8 mesi dopo la salita al potere di Bertrand Aristide, era quello di bloccare le riforme progressiste e ripristinare il programma politico neoliberale dell'era di Duvalier.
Marc Bazin, un ex ufficiale della Banca Mondiale, fu nominato Primo Ministro dalla Giunta Militare nel giugno del 1992. In effetti, fu proprio il dipartimento di stato americano a volere tale nomina.
In precedenza Bazin aveva già lavorato per il "Washington Consensus". Nel 1983, durante il regime Duvalier, fu nominato Ministro delle Finanze. Infatti l'IMF lo propose come ministro delle finanze: "Il presidente a vita Jean-Claude Duvalier ha acconsentito alla nomina di Marc Bazin, ex ufficiale della Banca Mondiale candidato dall'IMF, come Ministro delle Finanze. (Mining Annual Review, giugno, 1983). Bazin, che era considerato il "favorito" di Washington, in seguito si candidò anch'egli, come Aristide, durante le elezioni presidenziali del 1990.
Nel 1992 Bazin fu scelto dalla Giunta Militare per costituire un cosiddetto "Consenso governativo". È importante notare che fu proprio durante la fine del mandato di Bazin come Primo Ministro che furono sguinzagliati gli squadroni della morte del FRAPH (e appoggiati dalla CIA) responsabili dei massacri politici e delle innumerevoli esecuzioni giudiziali che portarono all'uccisione di più di 4000 civili. Circa 300.000 persone divennero rifugiati nazionali "altre migliaia fuggirono verso il confine con la Repubblica Domenicana e più di 60.000 fuggirono verso il mare aperto" (dichiarazione di Dina Paul Parks, Direttore Esecutivo, Coalizione Nazionale per i Diritti degli Haitiani, Comitato della Magistratura del Senato, Senato Americano, Washington DD, 1 ottobre 2002). Nel frattempo, la CIA aveva iniziato una campagna diffamante nei riguardi di Aristide descrivendolo come "mentalmente instabile" (Boston Globe, 21 Sept 1994).

L'intervento militare del 1994

Dopo tre anni di potere militare, nel 1994 gli Stati Uniti intervennero mandando ad Haiti 20.000 truppe d'occupazione e "peace - keepers". Con questo intervento militare Washington non voleva istituire nuovamente la democrazia, bensì il contrario: l'intervento aveva lo scopo di prevenire un'insurrezione popolare contro la Giunta militare e le sue schiere neoliberali.
L'occupazione militare americana aveva quindi lo scopo di assicurare la continuità politica.
Mentre i membri della Giunta Militare venivano mandati in esilio, il ritorno a un governo costituzionale richiedeva il consenso dei diktats dell'IMF, precludendo così la possibilità di un programma neoliberale progressivo "alternativo". Le truppe americane rimasero nel paese fino al 1999. Le forze armate haitiane furono congedate e il Dipartimento di Stato americano chiamò la compagnia mercenaria DynCorp affinché provvedesse a fornire un "consiglio tecnico" per riorganizzare la Polizia Nazionale Haitiana (HNP).
"DynCorp ha sempre funzionato da paravento per le operazioni clandestine del Pentagono e della CIA." (Vedi Jeffrey St. Clair e Alexander Cockburn, Counterpunch 27 febbraio 2002, http://www.corpwatch.org/issues/PID.jsp?articleid=1988 )
Sotto la direzione del DynCorp a Haiti, gli ex Tonton Macoute e gli ufficiali militare haitiani coinvolti nel Colpo di Stato del 1991 furono inglobati nell'HNP. (Vedi Ken Silverstein, Privatizing War, The Nation, 28 luglio 1997, http://www.mtholyoke.edu/acad/intrel/silver.htm )
Nell'ottobre del 1994 Aristide tornò dall'esilio e ottenne nuovamente la presidenza fino al 1996, anno in cui scadeva il suo mandato. I riformatori del "mercato libero" entrarono a far parte del suo gabinetto. Una nuova ondata di letali politiche macro-economiche furono adottate sotto il falso nome di Piano di Ripresa Economica d'emergenza (EERP) "che cercò di raggiungere una rapida stabilità macroeconomia, ristabilire la pubblica amministrazione e intervenire in quelle che erano considerate le necessità più imminenti". (Vedi IMF Approves Three-Year ESAF Loan for Haiti, Washington, 1996, http://www.imf.org/external/np/sec/pr/1996/pr9653.htm ).
La nuova istituzione del Governo Costituzionale è stata negoziata a porte chiuse con i creditori esteri di Haiti. Prima della reintegrazione di Aristide come Presidente del paese, il nuovo governo era stato obbligato a saldare le esposizioni verso i creditori esteri. Infatti i nuovi prestiti aperti dalla Banca Mondiale, la Banca di Sviluppo Inter-Americano (IDB) e l'IMF furono erogati per estinguere i debiti di Haiti verso i creditori nazionali. Fu così che del nuovo denaro fu usato per pagare i vecchi debiti che portavano a far crescere vorticosamente il debito estero.
In perfetta sintonia con il governo militare, il Prodotto Interno Lordo (GDP) diminuì del 30% (1992-1994). Con un reddito pro-capite di 250 dollari annui, Haiti è il paese più povero in tutto l'emisfero Occidentale e tra i più poveri nel mondo. (vedi World Bank, Haiti: The Challenges of Poverty Reduction, Washington, agosto 1998, http://lnweb18.worldbank.org/External/lac/lac.nsf/0/8479e9126e3537f0852567ea000fa239/$FILE/Haiti1.doc ).
La Banca Mondiale stima che la disoccupazione è pari al 60% (un rapporto Congressuale americano del 2000 ne fa una stima pari all'80%. Vedi US House of Representatives, Criminal Justice, Drug Policy and Human Resources Subcommittee, FDHC Transcripts, 12 aprile 2000).
Alla vigilia dei tre anni di dominio militare e del declino economico non vi era nessuna "Economic Emergency Recovery" come era stata prevista con l'accordo sul prestito. Invece accadde l'opposto: per "stabilizzare" Haiti l'IMF impose il programma "Recovery" imponendo forti tagli di budget nei quasi non esistenti programmi dell'area sociale. Fu promulgata una riforma che consisteva nella riduzione del servizio civile e nel licenziamento degli impiegati statali in surplus.
Il programma dell'IMF e della Banca Mondiale si trasformò in uno strumento atto a paralizzare i servizi pubblici, e presto condusse al crollo dell'intero sistema statale. In un paese dove i servizi sanitari e l'educazione non esistevano, l'IMF ha chiesto il licenziamento degli insegnanti e degli operatori sanitari con lo scopo di ridurre il deficit del budget.
Le iniziative della politica estera americana venivano coordinate con la somministrazione della mortale medicina economica dell'IMF che ha spinto Haiti sull'orlo della bancarotta economica e sociale.

Il destino dell'agricoltura haitiana

Più del 75% della popolazione di Haiti è impiegata nell'agricoltura, producendo cibo sia per il mercato interno che per l'esportazione. Durante l'era Duvalier l'economia contadina aveva già ricevuto un brutto colpo. Il sistema agricolo, che prima produceva per il mercato interno, viene del tutto destabilizzato con l'adozione della riforma del commercio sponsorizzata dall'IMF e la Banca Mondiale. La modificazione delle barriere commerciali aprì le porte all'economia americana che poteva esportare e scaricare sul mercato haitiano tutto il surplus della propria produzione, compreso il riso, lo zucchero e il mais, portando così alla totale distruzione dell'intera economia contadina locale. Anche Gonaives, che con le sue estese risaie produceva gran parte del fabbisogno di Haiti, ora era precipitato nella bancarotta:
"La produzione interna di riso, alla fine del 1990, era stata ridotta alla metà e l'importazione del riso americano ammontava a più della metà della vendita interna di questo prodotto. La popolazione agricola di Haiti era rovinata e il prezzo del riso aumentò drasticamente." (Vedi Rob Lyon, Haiti-There is no solution under Capitalism! Socialist Appeal, 24 febbraio. 2004, http://cleveland.indymedia.org/news/2004/02/9095.php ).
Nel giro di pochi anni Haiti, un piccolo e povero paese dei Caraibi, era diventato il quarto importatore di riso dall'America dopo il Giappone, il Messico e il Canada.

La seconda ondata di riforme dell'IMF

Le elezioni presidenziali erano state fissate per il 23 novembre del 2000. Nello stesso anno l'Amministrazione Clinton aveva bloccato ogni forma di aiuto diretto allo sviluppo di Haiti. Appena due settimane prima delle elezioni, l'Amministrazione uscente aveva firmato una lettera d'intenti con l'IMF.
Con un tempismo perfetto, prima delle elezioni del nuovo presidente l'accordo con l'IMF aveva precluso ogni forma di aiuto che poteva provenire da un programma neoliberale. Nel 1994, al ritorno dal suo esilio, il presidente acconsentì a qualsiasi richiesta da parte dell'IMF.
Il 14 dicembre il Ministro delle Finanze aveva consegnato al Parlamento il budget con le dovute modifiche. I finanziamenti dipendevano dall'approvazione incondizionata della Legislatura. Anche se Aristide aveva promesso di aumentare la soglia dei minimi salariali, di impegnarsi nella costruzione delle scuole e di lottare contro l'analfabetismo, le mani del nuovo governo erano legate. Erano già state prese le decisioni più importanti che riguardavano il budget dello stato, la gestione del settore pubblico, gli investimenti statali, la privatizzazione, il commercio e la politica monetaria. Queste voci facevano parte di una accordo raggiunto con l'IMF il 6 novembre del 2000.
Nel 2003 l'IMF aveva imposto la sottoscrizione del cosiddetto "sistema flessibile del prezzo del petrolio" che aveva scatenato immediatamente un vorticosa inflazione. I prezzi del petrolio aumentarono di circa il 130% tra gennaio e febbraio 2003 e andarono a fomentare il risentimento popolare contro il governo di Aristide e la sua riforma economica.
L'aumento del prezzo del petrolio aveva contribuito ad aumentare i prezzi al consumo nel 2002 e 2003 (vedi Haiti-Letter of Intent, Memorandum of Economic and Financial Policies, and Technical Memorandum of Understanding, Port-au-Prince, Haiti 10 giugno 2003, http://www.imf.org/external/np/loi/2003/hti/01/index.htm).
A sua volta l'IMF aveva chiesto, nonostante l'aumento drammatico del costo della vita, di bloccare gli stipendi come mezzo di "controllo dell'inflazione". L'IMP aveva infatti spinto il governo ad abbassare i minimi salariali di settore (inclusi quelli degli insegnanti e degli operatori sanitari) e aveva chiesto di portare gradualmente il minimo salariale fissato per legge a 25 centesimi di dollaro l'ora. "La flessibilità del mercato del lavoro", che voleva dire portare i minimi salariali al di sotto dei limiti fissati per legge, secondo l'IMF avrebbe contribuito ad attirare gli investitori esteri. La paga minima giornaliera che nel 1994 era di 3 dollari, nel 2004 era stata portata a 1,50 - 1,75 (a seconda del cambio valuta).
Secondo una logica contorta, la riduzione dei minimi salariali, che facevano parte della politica del "lavoro a poco prezzo" dell'IMF e della Banca Mondiale sin dagli anni '80, era stata voluta unicamente per migliorare gli standard di vita. All'interno di un mercato del lavoro che viola le leggi della legalità, l'IMF considera gli sweatshops (la forma più applicata da parte delle industrie d'assemblaggio) e il lavoro forzato presente nelle piantagioni come l'unico modo per creare una situazione ad hoc in grado di "attirare gli investitori esteri.
In altre parole, il sweatshop condiziona le industrie d'assemblaggio (all'interno di un mercato del lavoro totalmente irregolare) e il lavoro forzato presente nelle piantagioni agricole di Haiti vengono viste dall'IMF come un modo per raggiungere la prosperità economica in quanto sono in grado di "attirare gli investitori esteri".
Il paese si trovò in un turbine crescente di debiti con l'estero. Per amara ironia, i tagli finanziari applicati ai settori sociali erano stati imposti a un paese che ha 1,2 medici ogni 10.000 abitanti e dove la maggioranza della popolazione è analfabeta. I servizi sociali statali, che erano praticamente inesistenti durante il periodo di Duvalier, erano ormai in ginocchio.
L'effetto delle riforme dell'IMF aveva interessato anche le entrate di altri settori e questo portò a rendere il cammino dell'IMF verso il potere ancora più impervio. Nel frattempo i tassi d'interesse erano saliti alle stelle. Nelle zone settentrionali e orientali del paese, l'aumento del prezzo del petrolio aveva portato alla paralisi dei trasporti e dei servizi pubblici e al blocco dell'erogazione dell'acqua e dell'elettricità.
Mentre all'orizzonte si profilava una catastrofe umanitaria, il collasso dell'economia dovuto alle riforme dell'IMF aveva accresciuto la popolarità di quella Piattaforma Democratica che aveva accusato Aristide di "cattiva gestione economica". Risulta quindi chiaro che i leaders della Piattaforma Democratica sono i principali protagonisti di questa nuova economia basata sui sottominimi salariali. Fra essi vi è anche Andy Paid, il principale proprietario degli sweatshops presenti sul territorio.

Applicare il modello Kosovo

Nel febbraio 2003 Washington aveva nominato ambasciatore di Haiti James Foley. Questi, che era stato uno dei portavoce del Dipartimento di Stato durante l'Amministrazione Clinton negli anni della guerra in Kosovo, precedentemente aveva lavorato anche per i quartieri centrali della NATO a Bruxelles. Molto probabilmente Foley fu il primo a essere inviato a Port au Prince con una spedizione spalleggiata dalla CIA. Foley lasciò una prestigiosa posizione a Ginevra e venne trasferito a Port au Prince nel settembre del 2003 dove divenne Deputy Head of Mission to the UN European Office.
È anche importante ricordare che l'ambasciatore Foley diede il suo totale appoggio all'Esercito di Liberazione del Kosovo nel 1999.
Sono state recuperate molte prove che il denaro necessario per finanziare l'Esercito di Liberazione del Kosovo (KLA) proveniva dal narcotraffico ed era appoggiato dalla CIA. Foley è stato coinvolto in molti assassini di civili e politici durante il periodo dell'occupazione del paese guidato dalla NATO e nel periodo immediatamente successivo. Dopo l'invasione e l'occupazione del Kosovo da parte della NATO, il KLA prese il nome di Forza di Protezione Kosovara (KPF) sotto gli auspici dell'UN. Invece di disarmare ed evitare il massacro dei civili, fu concesso un legittimo status politico a un'organizzazione terrorista con dei legami con il crimine organizzato e il narcotraffico dei Balcani.
Ai tempi della guerra in Kosovo James Foley, al tempo Ambasciatore americano ad Haiti, guidava gli ordini che partivano dal Dipartimento di Stato mentre lavorava fianco a fianco con Jamie Shea, sua controparte a Bruxelles. Appena due mesi prima dell'invasione cruenta della NATO che portò allo scoppio della guerra il 24 marzo del 1999, James Foley fu interpellato per quest'opera di "trasformazione" del KLA in una rispettabile organizzazione politica:
"Vogliamo promuovere un buon rapporto con il KLA mentre essi si trasformano in una organizzazione di orientamento politico. Se accettano di diventare quei personaggi politici che noi vogliamo che essi diventino, crediamo di poterli aiutare e consigliare… Credo che nessuno avrà nulla da ridire Se li aiutiamo - e se essi stessi vogliono che li aiutiamo - in questo processo di trasformazione …" (New York Times, 2 febbraio 1999).
Durante le prime fasi dell'invasione "fu costituita un' amministrazione autonominata composta dal KLA e del Movimento di Unione Democratica (LBD), una coalizione di cinque partiti d'opposizione che combattevano contro l'Alleanza Democratica di Rugosa (LDK).
Oltre ad avere un controllo sul primo ministro, il KLA controllava anche i ministri delle finanze, dell'ordine pubblico e della difesa." (Michel Chossudovsky, NATO's War of Aggression against Yugoslavia, 1999, http://www.globalresearch.ca/articles/CHO309C.html)
Foley aveva dichiarato che il Dipartimento di Stato Americano avrebbe fatto in modo che al KLA "non venisse permesso di continuare a esistere come forza militare ma che avesse la possibilità di evolversi verso l'autogestione" ma questo doveva avvenire in un "contesto differente" intendendo, così, l'inaugurazione di una "narco democrazia" sotto la protezione della NATO. (Ibidem).
Per quanto riguarda il narcotraffico, Kosovo e Albania occupano, nei confronti di Haiti, uguale posizione: rappresentano un "punto centrale" nel transito via mare dei narcotici da Golden Crescent verso l'Europa occidentale passando dall'Iran e dalla Turchia. Sempre con il benestare della CIA e della NATO, il KLA aveva stretto contatti con la mafia albanese e i sindacati criminali coinvolti nel narcotraffico.
Ma era questa l'Haiti prospettata nel 1999 dall'allora ambasciatore americano ad Haiti James Foley?
Secondo la CIA e il Dipartimento di Stato, l'FLRN e Guy Philppe stanno ad Haiti come il KLA e Hashim Thaci stanno al Kosovo.
In altre parole, Washington ha in progetto un "cambio di regime" per far crollare l'Amministrazione Lavalas e sostituirla con un regime americano fittizio che faccia parte della Piattaforma Democratica e dell'auto nominato Fronte per la liberazione e la ricostruzione nazionale (FLRN) i cui leaders sono degli ex terroristi del FRAPH e i Tonton Macoute. Questi ultimi sono stati scelti per integrare una "unità nazionale governativa" insieme ai leaders della Convergenza Democratica e il The Group of 184 Civil Society Organizations comandato da Andy Paid. Più specificatamente, è stato scelto l'FLRN guidato da Guy Philippe per ricostruire le forze armate di Haiti che sono state sciolte nel 1995. In questa maniera si rischia che il potere venga ripartito tra i vari gruppi di Opposizione e i sovversivi, protetti dalla CIA, che sono implicati con il traffico di cocaina dalla Colombia alla Florida via Haiti. La protezione di questo commercio è in stretto rapporto con la nascita di un nuovo "narco-governo che proteggerà gli interessi americani.
Un disarmamento simbolico dei sovversivi può essere preso in considerazione in vista di una supervisione internazionale, esattamente come accadde con il KLA in Kosovo nel 2000. Gli "ex-terroristi" potevano essere arruolati nella polizia civile oppure utilizzati per reintegrare le forze armate haitiane sotto la supervisione americana.
Questa situazione ci fa ben capire che il terrorismo dell'era di Duvalier è tornato in auge. Infatti è già in programma una serie di massacri civili e di assassini politici diretti contro i sostenitori di Lavalas.
Ci si chiede: se Washington è veramente motivato da scopi umanitari, allora perché continua a spalleggiare e finanziare gli squadroni di morte del FRAPH? Il suo obiettivo non è quello di prevenire il massacro dei civili. L'FLRN, seguendo l'iter delle precedenti operazioni guidate dalla CIA (ad esempio in Guatemala, Indonesia e in El Salvador), gli squadroni di morte sono stati liberati ed ora sono coinvolti negli assassini dei sostenitori di Aristide.

La rotta marina del narcotraffico

Sotto il colpo inferto dalle riforme dell'IMF l'economia del paese si dirige verso la bancarotta mentre il traffico dei narcotici via mare continua a crescere. Secondo l' US Drug Enforcement Administration (DEA), Haiti rimane "il paese con il maggior tasso di narcotraffico dell'intera regione caraibica e invia enormi spedizioni di cocaina dalla Colombia agli Stati Uniti." (vedi US House of Representatives, Criminal Justice, Drug Policy and Human Resources Subcommittee, FDHC Transcripts, 12 aprile 2000).
Si stima che Haiti sia responsabile del 14% di tutta la cocaina importata negli Stati Uniti. Questa rappresenta miliardi di dollari di reddito per il crimine organizzato e le istituzioni finanziari americane che riciclano una grande quantità di denaro sporco. Il commercio globale del narcotraffico viene stimato pari ai 500 miliardi di dollari americani.
Molto del traffico via mare viene diretto a Miami, dove il denaro sporco viene ripulito in investimenti a rischio zero, come ad esempio beni immobiliari e altre attività correlate.
L'evidenza conferma che la CIA ha protetto questo commercio sia durante l'era di Duvalier che durante il periodo della dittatura militare (1991-1994). Nel 1987 ci fu un'inchiesta molto approfondita sul senatore John Kerry, presidente del Subcommittee on Narcotics, Terrorism and International Operations of the Senate Foreign Affair Committee. Si cercò di individuare i legami tra la CIA, il traffico di droga e il riciclaggio di denaro sporco per finanziare le insurrezioni armate. "Il rapporto Kerry" pubblicato nel 1989, oltre a focalizzare l'attenzione sulle azioni finanziare dirette ai Nicaraguan Contras, includeva anche una sezione su Haiti:
"Kerry ha rivelato informazioni dettagliate sul traffico di droga da parte dei capi milizi haitiani che nel 1989 hanno condotto all'incriminazione, a Miami, del tenente colonnello Jean Paul. L'accusa fu molto imbarazzante per l'esercito di Haiti in quanto Paul si rifiutò provocatoriamente di arrendersi alle autorità statunitensi. Il colonnello Paul fu trovato morto nel novembre del 1989 dopo aver consumato un regalo di benvenuto haitiano: una scodella di zuppa di zucca…
Nel 1988 qualcuno testimoniò, davanti al senato americano, che l'allora ministro interno Generale Williams Regala e il suo ufficiale di collegamento della DEA avevano protetto e supervisionato il commercio di cocaina. Il testimone accusò l'allora comandante haitiano Generale Henry Namphy di essersi lasciato corrompere, intorno alla metà degli anni 80, dai trafficanti colombiani in cambio dei dazi doganali.
Fu nel 1989 che un altro colpo di stato militare portò al potere il Lt. Generale Prosper Avril… Secondo la testimonianza rilasciata davanti al sottocomitato del senatore John Kerry, è Avril il vero fautore del ruolo di Haiti come punto di transito del commercio della cocaina." (Paul DeRienzo, Haiti's Nightmare: The Cocaine Coup & The CIA Connection, Spring 1994, http://globalresearch.ca/articles/RIE402A.html)
Jack Blum, consigliere speciale di Kerry, in una dichiarazione rilasciata all'US Senate Select Committee on Intelligence on Drug Trafficking and the Contra War, accusa di complicità alcuni ufficiali americani:
"…Ad Haiti… 'fonti' della nostra intelligence nell'esercito militare avevano iniziato ad arricchirsi grazie all'embargo della droga. Invece di spazzare via la leadership corrotta delle milizie noi l'abbiamo spalleggiata. Abbiamo chiuso gli occhi e ci siamo girati dall'altra parte mentre con i loro amici criminali negli Stati Uniti distribuivano cocaina a Miami, Philadelphia e New York." (http://www.totse.com/en/politics/central_intelligence_agency/ciacont2.html )
Non solo Haiti rimane il cuore del narcotraffico via mare ma questo, a partire dagli anni 80,è cresciuto notevolmente. In realtà, l'ultima crisi che c'è stata lega ancora di più Haiti al traffico della droga e Washington vuole un governo haitiano sottomesso che protegga le rotte del trasporto della droga, dalla Colombia fino alla Florida passando per Haiti.
L'afflusso dei narcodollari (che rimane il guadagno principale del scambi con l'estero) viene utilizzato per pagare i debiti con l'estero che crescono a dismisura e in questo modo vengono curati gli interessi dei creditori esteri.
A questo proposito, la liberalizzazione del mercato valutario imposto dall'IMF ha promosso, nonostante l'impegno proforma delle autorità per combattere il traffico della droga, una strada fruttuosa per il riciclaggio dei narco-dollari nelle operazioni bancarie nazionali. Il flusso di narco-dollari insieme alle "rimesse" degli haitiani che vivono all'estero, vengono depositati nei conti bancari commerciali e scambiati nella valuta corrente. I proventi del cambio estero di questa circolazione di denaro possono essere riciclati attraverso il Ministero del Tesoro dove vengono utilizzati per pagare i debiti dello Stato.
Ad ogni modo Haiti incassa solo una piccolissima percentuale dei profitti provenienti da questo proficuo contrabbando.La maggior parte degli utili provenienti dal commercio marittimo della droga arricchiscono sia i criminali intermediari della vendita all'ingrosso e e al dettaglio, sia le agenzie di intelligence che proteggono il traffico della droga che le istituzioni bancarie e finanziare dove vengono ripuliti i soldi provenienti da questa attività criminale.
I narco-dollari vengono incanalati attraverso "conti privati bancari" in numerosi paradisi fiscali (questi conti vengono controllati dalle più importanti banche occidentali e istituzioni finanziarie). Il denaro sporco viene investito in titoli finanziari tra cui i fondi clandestini e le transazioni del mercato azionario. Le maggiori banche d'Europa, di Wall Street e agenzie di borsa puliscono miliardi di dollari provenienti dal narcotraffico.
Inoltre l'aumento della produzione di dollari controllata dal Federal Reserve System, di cui fanno parte anche i miliardi di banconote di dollari americani necessari per le transazioni del narcotraffico, costituisce un guadagno non solo per la Federal Riserve ma anche per le istituzioni bancarie private che ne panno parte. La più importante è sicuramente la New York Federal Reserve Bank. Vedi (Jeffrey Steinberg, Dope, Inc. Is $600 Billion and Growing, Executive Intelligence Review, 14 dicembre 2001, http://www.larouchepub.com/other/2001/2848dope_money.html)
In altre parole, l'istituto finanziario di Wall Street, che agisce dietro le quinte nei programmi della politica estera americana, ha un interesse legittimo nell'assicurarsi il commercio marittimo di Haiti mentre cerca di installare una "narco-democrazia" a Port-au-Prince che avrà sicuramente un ruolo importante sul controllo delle rotte commerciali marittime.
Dobbiamo notare ora, dopo l'avvento dell'euro come moneta mondiale, che una parte del traffico di narcotici avviene anche in euro e non solo in dollari americani. Il traffico di cocaina latino americano (incluso il commercio marittimo attraverso Haiti) continua però a seguire la via del dollaro americano
L'esclusione della moneta del dollaro dalle narco-transazioni porta ad una diminuzione dell'egemonia del dollaro americano come moneta mondiale sebbene le narco-rotte interesseranno principalmente il Medio Oriente, l'Asia Centrale e il sud dell'Europa.

La manipolazione dei media

Nelle settimane che hanno preceduto il colpo di stato i media hanno focalizzato l'attenzione sulle "bande armate" a favore di Aristide e sui "thug", senza sforzarsi di capire il ruolo dei ribelli dell'FLRN.
Solo un sordo silenzio: non una parola è stata pronunciata nelle dichiarazione ufficiali e nelle decisioni delle Nazioni Unite nei confronti dell'RLRN. Questa non è certo una sorpresa: John Negroponte, l'ambasciatore americano alle Nazioni Unite (e che fa parte del Consiglio di Sicurezza), quando negli anni '80 fu ambasciatore americano in Honduras ebbe un ruolo di rilievo all'interno degli squadroni della morte protetti dalla CIA (vedi San Francisco Examiner, 20 Oct 2001 http://www.flora.org/mai/forum/31397 )
I ribelli dell'FLRN sono ben addestrati e ben equipaggiati. Gli haitiani li conoscono molto bene: sono i Tonton Macoute dell'era duvalieriana e i vecchi assassini del FRAPH.
I media occidentali non aprono bocca sull'argomento attribuendo queste violenze solo al presidente Aristide. Quando vengono a conoscenza che l'Esercito di Liberazione è costituito da squadroni di morte non si curano di esaminare le implicazioni di una tale dichiarazione e si rifiutano di prendere in considerazione che questi squadroni di morte sono una creazione della CIA e della DIA.
Il New York Times ha riconosciuto che la società di opposizione civile "pacifica" in realtà collabora con gli squadroni di morte, "accusati di averne uccisi a migliaia", ma descrive queste morti come accidentali. Non c'è nessuno sforzo di comprensione storica dell'accaduto. Chi sono i leader di questi squadroni di morte? Ci hanno detto che hanno istituito un' "alleanza" con i "pacifisti" che appartengono all' 'opposizione politica'. E questo per una causa buona e meritevole: rimuovere il presidente in carica.
"Mentre la crisi di Haiti si avvia verso la guerra civile sta venendo alla luce una rete di alleanze, alcune delle quali accidentali. Questa rete si lega con gli interessi di un movimento politico neo-pacifista a un gruppo di insorti. Fra questi riconosciamo un ex leader dei squadroni di morte accusati di aver ucciso migliaia di persone, un ex capo della polizia accusato di aver tramato un colpo di stato e una gang spietata che una volta era al fianco di Aristide ma che ora gli si è rivoltata contro.
Anche se il loro desidero comune è di vedere Aristide privato del suo potere, a causa delle loro diverse provenienze questi non si schiereranno mai tutti insieme contro di lui." (New York Times, 26 febbraio 2004)
Non c'è nulla di spontaneo o di "accidentale" negli attacchi degli insorti così come non ce n'è nell' "alleanza" tra il leader degli squadroni di morte Guy Philippe ed Andy Paid, proprietario di più grandi sweatshop industriali di Haiti e leader del G-184.
La ribellione armata apparteneva a un'operazione militare d'intelligence ben pianificata. Le Forze Armate e la Repubblica Domenicana hanno scoperto, sul confine nord-orientale della Repubblica Domenicana con Haiti, campi di addestramento per guerriglieri. (El ejército dominicano informó a Aristide sobre los entrenamientos rebeldes en la frontera, El Caribe, 27 febbraio 2004, http://www.elcaribe.com.do/articulo_multimedios.aspx?id=2645&guid=AB38144D39B24C6FBA4213AC40DD3A01&Seccion=64 )
Sia gli insorti armati che le controparti civili "pacifiste" erano coinvolti nel complotto per allontanare il presidente. Nelle settimane che precedettero la sconfitta di Aristide, Adre Apaid, leader del G-184, era in contatto con Colin Powel; Guy Philppe e "Toto" Emmanuel Constant avevano dei legami con la CIA e ci sono degli indizi che fanno credere che il comandante dei ribelli Guy Philippe e Winter Etienne, leader politico del il Fronte di Resistenza Rivoluzionaria di Artibonite collaborassero con gli ufficiali americani (vedi BBC, 27 Febbraio 2004, http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/3496690.stm).
Nelle intenzioni dell'Amministrazione Bush c'è sempre stata l'idea di sostituire Aristide con una figura più mite e remissiva.
Il 20 febbraio l'ambasciatore americano James Foley aveva richiamato in patria una squadra di 4 esperti militari che erano di stanza all'U.S. Souther Command con base a Miami. Il loro mandato ufficiale era quello di "investigare sulle minacce rivolte all'ambasciata e alle persone che la componevano". (Seattle Times, 20 febbraio 2004). Le Forze Speciali americane sono già nel paese. Washington aveva annunciato che, sebbene come mezzo preventivo, tre navi americane "erano pronte per partire alla volta di Haiti". La Saipan è equipaggiata con gli Harrier, i cacciabombardieri ad atterraggio verticale, ed elicotteri d'attacco. Le altre due navi erano la Oak Hill e la Trento. Secondo Washington circa 2.200 marines della 24a Marine Expeditionary Unit di stanza a Camp Lejeune, N.C., erano pronti a intervenire in Haiti al minimo segnale.
Anche se il presidente Aristide era fuggito in esilio, Washington non aveva alcuna intenzione di disarmare l'esercito ribelle paramilitare. Questo avrebbe avuto un ruolo troppo importante nella "transizione".
In pratica, alla vigilia della partenza di Aristide l'Amministrazone Bush non sarebbe intervenuta per evitare l'assassinio di Lavalas e dei sostenitori di Aristide.
Non c'è bisogno di dire che i media occidentali non hanno affatto preso in considerazione il background storico della crisi di Haiti. Il ruolo giocato dalla CIA non è stato nemmeno menzionato. La cosiddetta "comunità internazionale", che sostiene di essere impegnata nella salvaguardia del governo e della democrazia, ha chiuso gli occhi davanti ai massacri dei civili da parte di un esercito paramilitare sponsorizzato dall'America.
I mass media americani presentano i "leaders ribelli", che erano i comandanti degli squadroni di morte del FRAPH negli anni '90, come degli onesti portavoce dell'opposizione. Sono in molti a pensare che l'ex presidente sia stato responsabile della "catastrofe economica e sociale" e questo fa crescere i dubbi sulla legittimità della sua elezione.
La catastrofe economica e sociale viene attribuita alle assurde riforme economiche imposte dall'IMF sin dagli anni '80. La restaurazione, nel 1994, del governo costituzionale fu possibile solo a una condizione: accettare la mortale terapia economica dell'IMF. Questa manovra precluse del tutto la possibilità di qualsiasi parvenza di democrazia.
Ufficiali governativi di alto lignaggio che appartenevano ai governi di Andre Preva e Jean Bertrand Aristide erano in realtà al servizio dei diktats dell'IMF. Nonostante tutto Aristide era stato inscritto nelle liste nere di Washington.

La militarizzazione del Bacino Caraibico (Caribbean Basin)

Washington cerca di fare di Haiti una neo colonia americana democratica, ma in realtà le cose sono ben diverse. Il suo obiettivo è quello di imporre un regime fantoccio con sede a Port-au-Prince e istituire nel paese un esercito militare statunitense permanente.
Ultimamente Washington ha cercato di militarizzare il bacino Caraibico. L'isola di Santo Domingo ne è la porta d'ingresso, posto strategicamente tra Cuba a Nord-ovest e il Venezuela a Sud. L'isola è stata militarizzata con l'istituzione delle basi militari americane. Questa soluzione non è stata pensata per creare una pressione politica su Cuba e il Venezuela, bensì per proteggere i miliardi di dollari del narcotraffico via mare che passa per Haiti proveniente dalle nazioni produttrici: Colombia, Perù e Bolivia.
Possiamo considerare la militarizzazione del bacino caraibico simile a quello imposto da Washington alla regione Andina del Sud America con il nome di "Piano Colombia, rinominato "L'iniziativa andina". Quest'ultima costituisce la base della militarizzazione dell'olio e dei pozzi di gas, così come delle rotte delle condotte e dei corridoi di trasporto. Inoltre protegge anche il traffico dei narcotici.

Tradotto da Tiziana De Giosa per Nuovi Mondi Media
Fonte: http://globalresearch.ca/articles/CHO402D.html
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Nota di Alma Giraudo: l'articolo sopra riportato, scritto dal noto Prof. Michel Chossudovsky e tradotto a cura di NUOVI MONDI MEDIA è stato ultimato, come Lui stesso scrive, il 29.02.04.
Di fatto il Presidente Jean Bertrand Aristide, proprio il 29/2, contrariamente a quanto si pensava, non è fuggito nella Repubblica Dominicana e neanche voleva lasciare il proprio Paese, ma è stato sequestrato dai marines e trasportato nella Repubblica del Centrafrica.


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