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La destabilizzazione di Haiti. Gli Stati Uniti hanno appoggiato il
Colpo di Stato
di Michel Chossudovsky
Nelle intenzioni dell'Amministrazione Bush c'è sempre stata l'idea di
sostituire Aristide con una figura più mite e remissiva. Non c'è bisogno
di dire che i media occidentali non hanno affatto preso in
considerazione il background storico della crisi di Haiti. Il ruolo
giocato dalla CIA non è stato nemmeno menzionato. La cosiddetta
"comunità internazionale", che sostiene di essere impegnata nella
salvaguardia del governo e della democrazia, ha chiuso gli occhi davanti
ai massacri.
La Casa Bianca ha messo in dubbio che il Presidente haitiano Aristide
"sia la persona più appropriata per governare il paese". Secondo la
dichiarazione ufficiale della Casa Bianca rilasciata il giorno prima
della fuga di Aristide verso la Repubblica Domenicana "il suo fallimento
nel conformarsi ai principi democratici ha contribuito alla profonda
polarizzazione e la violenta agitazione di cui siamo testimoni oggi. Le
sue azioni hanno messo in dubbio che sia la persona giusta per governare
Haiti. Vogliamo che egli esamini attentamente la sua posizione, che
accetti le sue responsabilità e che si comporti in modo da rispettare
gli interessi del popolo haitiano".
Non dovremmo forse applicare gli stessi standard che sono stati
applicati al Presidente George Bush, quello stesso presidente che ha
mentito agli americani, violato le leggi internazionali e ha finanziato
un criminale schermandosi dietro un falso pretesto?
Questo articolo è stato scritto negli ultimi giorni di febbraio 2004 in
risposta a tutta la disinformazione diffusa dai principali canali media.
È terminato il 29 febbraio 2004, giorno in cui il presidente Jean
Bertrand Aristide è fuggito in esilio.
L'insurrezione armata del 29 febbraio 2004, che ha contribuito a
privare il presidente Aristide del suo potere, è stata il risultato di
un'operazione militare di intelligence.
Nei primi giorni di febbraio l'esercito paramilitare ribelle è
entrato in Haiti attraversando il confine della Repubblica Domenicana.
Questo esercito è un gruppo paramilitare ben equipaggiato, armato e
addestrato di cui fanno parte gli ex membri del Fronte per l'avanzamento
e il progresso di Haiti (FRAPH), gli squadroni della morte "in borgese"
coinvolti nelle uccisioni di massa di civili e politici durante il colpo
di stato spalleggiato dalla CIA del 1991. Questo condusse alla sconfitta
del governo democratico del presidente Jean Bertrand Aristide.
L'auto proclamato Fronte per la liberazione e la ricostruzione nazionale
(FLRN) è comandato da Guy Philippe, ex capo della polizia ed ex membro
delle Forze Armate di Haiti. Durante il colpo di stato del 1991 Philippe
fu addestrato dalle Forze Speciali Americane in Ecuador insieme a una
dozzina di altri ufficiali dell'esercito Haitiano (vedi Juan Gonzalez,
New York Daily News, 24 Febbraio 2004).
Gli attacchi a Gonaive e a Cap Haitien sono stati condotti da Emmanuel
Constant, detto "Toto" e Jodel Chamblain, altri due commanders associati
a Guy Philippe. Questi sono ex Tonton Macoute e leader del FRAPH.
Nel 1994 Emmanuel Constant guidò gli squadroni della morte del FRAPH nel
villaggio di Raboteau. Questo triste evento verrà poi ricordato come "Il
massacro di Raboteau.
"Uno dei più assurdi massacri è accaduto a Raboteau nel 1994, uno 'slum',
un quartiere povero affacciato sul mare, a circa 100 miglia a Nord dalla
capitale. Raboteau conta circa 6.000 abitanti di cui la maggior parte
sono pescatori e salt rakers ed è conosciuta come una fortezza
d'opposizione dove i dissidenti politici spesso cercano rifugio. Il 18
aprile del 1994, 100 soldati e circa 30 paramilitari arrivarono a
Raboteau dando vita a quello che gli investigatori in seguito
ricorderanno come una "prova costumi". Arrestarono la gente nelle loro
case, cercarono di scoprire dove si stesse nascondendo Amiot "Cubain"
Metayer, un famoso sostenitore di Aristide. Picchiarono la gente e la
costrinsero a bere dai bocchettoni delle fogne, provocarono l'aborto a
molte donne incinte. Torturarono un uomo cieco di circa 65 anni finché
questi non vomitò sangue. Morì il giorno dopo.
I soldati ritornarono il 22 aprile, prima dell'alba. Perquisirono le
case, spararono colpi di arma da fuoco a chi era nelle strade e quando
gli abitanti fuggirono verso il mare ad aspettarli vi erano altri
soldati che, nascosti in alcune navi che avevano preso con la forza,
cominciarono a sparare addosso ai fuggitivi. Alcuni cadaveri sono
rimasti alla deriva per giorni, altri non sono mai stati ritrovati. Il
numero delle vittime calcolato è di circa 24-30 mentre sono centinaia
coloro che sono scappati dalla città spaventati da altre possibili
rappresaglie. (St Petersburg Times, Florida, 1 settembre 2002).
Durante il governo militare (1991-1994) il FRAPH era (non ufficialmente)
sotto la giurisdizione delle Forze Armate, prendeva ordini dal
Comandante in capo Generale Raul Cedras. Secondo un comunicato del 1993
della Commissione per i Diritti Umani il FRAPH godeva della protezione
della CIA. Durante la dittatura militare la Giunta Militare proteggeva
il narcotraffico. Questa, a sua volta, era sotto le ali protettive della
CIA.
Nel libro paga della CIA comparivano i nomi dei leader del colpo di
stato del 1991, fra cui i commanders paramilitari del FRAPH (vedi Paul
DeRienzo,
http://globalresearch.ca/articles/RIE402A.html , vedi anche Jim Lobe,
IPS, 11 Oct 1996). Emmanuel Constant alias "Toto", durante la
trasmissione "60 minutes" del 1995 trasmessa dalla CBS, ha confessato di
aver ricevuto dalla CIA 700 dollari al mese e che mentre era nel libro
paga della CIA aveva creato il FRAPH (vedi Miami Herald, 1 August 2001).
Secondo Constant, il FRAPH è nato con "il consenso e il supporto
finanziario della DIA (Defense Intelligence Agency) e della CIA.
L' "opposizione" civile
La cosiddetta "Democratic Convergence" (DC) è un gruppo di circa 200
organizzazioni politiche guidate da Paul Evans, ex sindaco di
Port-au-Prince. La "Democratic Convergence", insieme al "Gruppo delle
184 Organizzazioni della Società Civile (G - 184) ha costituito la
cosiddetta "Piattaforma Democratica delle Organizzazioni della Società
Civile e dei Partiti Politici d'Opposizione".
Il Gruppo dei 184 è guidato da Andre (Andy) Apaid, nato negli Stati
Uniti da genitori Haitiani. (Haiti Progres,
http://www.haiti-progres.com/eng11-12.html) Andy Apaid durante l'era
di Duvalier, partendo dall'idea di pagare il lavoro il minimo possibile,
ha fondato uno delle più grandi ditte di esportazione di materiale
d'assemblaggio: le industrie Alpha. Questi sweatshop (letteralmente: i
laboratori del sudore, ovvero fabbriche semiclandestine dove si lavora
in regime di totale sfruttamento e senza alcuna garanzia) producono
articoli tessili e assemblano materiale elettronico per alcune ditte
americane, tra cui la Sperry/Unisys, l'IBM e la Remington and Honeywell.
Apaid è il più potente datore di lavoro di tutta Haiti e possiede una
forza lavoro di circa 4000 operai. I salari retribuiti dalle fabbriche
di Andy Apaid sono molto bassi e corrispondono a 68 centesimi di dollaro
al giorno (Miami Times, 26 Febbraio 2004). Si pensi che la paga minima
corrente è di circa 1,50 dollari al giorno:
"Il National Labor Committee, con base negli Stati Uniti, è stato il
primo a denunciare lo scandalo degli sweatshop di Kathie Lee Gifford.
Alcuni anni fa le fabbriche situate nelle zone di libero scambio spesso
pagavano al di sotto del minimo salariale e gli operai erano costretti a
lavorare 78 ore alla settimana." (Daily News, New York, 24 Feb 2004)
Apaid è stato un fedele sostenitore del colpo di stato militare del
1991. Sia la "Convergenza democratica" che il G-184 presentano dei punti
in comune con il FLRN (gli ex squadroni di morte del FRAPH) capeggiato
da Guy Philippe. Il FLRN è conosciuto anche per aver ricevuto dei fondi
dalla comunità finanziaria di Haiti.
In altre parole, tra l'opposizione civile che sostiene di essere non
violenta e l'FLRN paramilitare non c'è una vera e propria divisione a
tenuta stagna. In verità l'FLRN sta collaborando con la cosiddetta
"Piattaforma Democratica".
Il ruolo del National Endowment for Democracy (NED)
Ad Haiti, questa "società civile di opposizione" viene finanziata dal
National Endowment for Democracy che lavora a stretto contatto con la
CIA. La Piattaforma Democratica riceve l'appoggio dell'Istituto
Internazionale Repubblicano (IRI) che è un ramo del National Endowment
for Democray (NED). Il senatore John McCain è stato nominato presidente
del Consiglio d'amministrazione dell'IRI (vedi Laura Flynn, Pierre
Labossière and Robert Roth, Hidden from the Headlines: The U.S. War
Against Haiti, California-based Haiti Action Committee (HAC),
http://www.haitiprogres.com/eng11-12.html ).
Durante i giorni precedenti la fuga del Presidente Aristide verso la
Repubblica Domenicana il 29 febbraio, il leader del G-184 Andy Apaid,
era in stretto contatto con il Segretario di Stato Colin Powell. La sua
rete di organizzazioni finanziarie d'elite e l'organizzazione religiosa
NGOs, che è anche sostenuta dall'IRI, ricevono delle considerevoli
quantità di denaro dall'Unione Europea. (http://haitisupport.gn.apc.org/184%20EC.htm
).
Vale la pena ricordare che il NED (che controlla l'IRI) sebbene non
faccia formalmente parte della CIA, ricopre un ruolo importante nel
campo dei partiti politici civili e la NGOs. Il NED fu istituito nel
1983 quando la CIA venne accusata di aver corrotto clandestinamente dei
politici e di aver allestito organizzazioni fittizie di società civili
del fronte. Secondo Allen Weistein, responsabile dell'organizzazione
della gestione del NED durante l'amministrazione Reagan: "Molto di ciò
che facciamo oggi è stato fatto clandestinamente dalla CIA già 25 anni
fa. " (Washington Post)
Il NED gestisce i fondi congressuali di quattro istituti: l'International
Republican Institute (IRI), il National Democratic Institute for
International Affairs (NDI), il Center for International Private
Enterprise (CIPE), e l'American Center for International Labor
Solidarity (ACILS). Queste organizzazioni sono "le uniche al mondo in
grado di fornire l'assistenza tecnica agli aspiranti democratici". (Vedi
IRI,
http://www.iri.org/history.asp )
Vi è, in pratica, una divisione di compiti tra la CIA e il NED. Mentre
la CIA fornisce sostegno clandestino ai gruppi ribelli paramilitari
armati e agli squadroni di morte, il NED e le quattro organizzazioni che
lo costituiscono finanziano i partiti politici "civili" e le
organizzazioni non governative con lo scopo di stabilire la "democrazia"
americana nel mondo.
Il NED è, per così dire, "l'esercito civile" della CIA. Gli interventi,
in diverse parti del mondo, effettuati dal connubio CIA-NED sono
caratterizzati da un modello costante che viene applicato in numerosi
paesi.
Il NED fornisce i fondi alle organizzazioni della "società civile" in
Venezuela che hanno tentato di effettuare un colpo di stato contro il
Presidente Hugo Chavez. In Venezuela era la "Coordinazione Democratica"
a ricevere la protezione del NED, mentre ad Haiti vi erano la
"Convergenza Democratica" e i G-184.
In maniera similare, sin dal 1995 anche nell'ex Yugoslavia la CIA ha
dato il proprio aiuto all'Esercito di Liberazione del Kossovo (KLA), un
gruppo paramilitare implicato negli attacchi terroristici diretti alla
polizia e alla milizia yugoslava. Nel frattempo il NED, attraverso il
"Centro per l'Impresa Privata Internazionale (CIPE) appoggiava la
coalizione dell'opposizione del Dipartimento di Stato (DOS) a Montenegro
e nella Serbia. Più specificatamente, il NED stava finanziando il G-17,
un gruppo di opposizione di economisti responsabili di aver progettato
insieme all'IMF il programma della riforma del "mercato libero" delle
coalizioni DOS durante le elezioni presidenziali del 2000 che portarono
alla sconfitta di Slobodan Milosevic.
L'amara "Medicina Economica" dell'IMF
L'IMF e la Banca Mondiale rappresentano i punti cardine del processo
di stabilizzazione politica ed economica. Le riforme dell'IMF, mentre
vengono realizzate sotto la protezione di un corpo intergovernativo, si
occupano di promuovere gli obiettivi strategici americani e la politica
estera.
Basato sul cosiddetto "Washington consensus", la rigidità dell'IMF e i
mezzi devastanti di ristrutturazione applicati spesso contribuiscono a
fare esplodere il conflitto sociale ed etnico. Spesso le riforme dell'IMF
hanno reso ancora più amara la sconfitta dei governanti eletti. In casi
estremi di crollo economico e sociale, l'amara economia dell'IMF ha
contribuito alla destabilizzazione di interi paesi, così come è successo
in Somalia, Ruanda e in Yugoslavia. (Vedi Michel Chossudovsky, The
globalization of Poverty and the New World Order, Second Edition, 2003,
http://globalresearch.ca/globaloutlook/GofP.html )
Il programma dell'IMF è uno strumento costante di dislocamento
economico. Le riforme dell'IMF contribuiscono a ridimensionare le
istituzioni statali e a dar loro una nuova organizzazione attraverso
misure drastiche. Queste riforme vengono applicate insieme ad altre
forme di intervento e di intromissione politica. Compartecipano a questo
programma le attività illecite della CIA per sostenere i gruppi
paramilitari ribelli e i partiti politici d'opposizione.
"All'inizio di una guerra civile o un cambio di regime o a un'emergenza
nazionale, sotto la guida dell'IMF vengono introdotte le cosiddette
riforme "Emergency Recovery" e "Post-conflict".
Sin dall'era Duvalierana l'IMF ha sempre promosso le riforme del
"mercato libero". Queste sono state sempre applicate in vari livelli sin
dalle prime elezioni del presidente Artistide nel 1990.
Lo scopo del colpo di stato militare del 1991, che avvenne 8 mesi dopo
la salita al potere di Bertrand Aristide, era quello di bloccare le
riforme progressiste e ripristinare il programma politico neoliberale
dell'era di Duvalier.
Marc Bazin, un ex ufficiale della Banca Mondiale, fu nominato Primo
Ministro dalla Giunta Militare nel giugno del 1992. In effetti, fu
proprio il dipartimento di stato americano a volere tale nomina.
In precedenza Bazin aveva già lavorato per il "Washington Consensus".
Nel 1983, durante il regime Duvalier, fu nominato Ministro delle
Finanze. Infatti l'IMF lo propose come ministro delle finanze: "Il
presidente a vita Jean-Claude Duvalier ha acconsentito alla nomina di
Marc Bazin, ex ufficiale della Banca Mondiale candidato dall'IMF, come
Ministro delle Finanze. (Mining Annual Review, giugno, 1983). Bazin, che
era considerato il "favorito" di Washington, in seguito si candidò
anch'egli, come Aristide, durante le elezioni presidenziali del 1990.
Nel 1992 Bazin fu scelto dalla Giunta Militare per costituire un
cosiddetto "Consenso governativo". È importante notare che fu proprio
durante la fine del mandato di Bazin come Primo Ministro che furono
sguinzagliati gli squadroni della morte del FRAPH (e appoggiati dalla
CIA) responsabili dei massacri politici e delle innumerevoli esecuzioni
giudiziali che portarono all'uccisione di più di 4000 civili. Circa
300.000 persone divennero rifugiati nazionali "altre migliaia fuggirono
verso il confine con la Repubblica Domenicana e più di 60.000 fuggirono
verso il mare aperto" (dichiarazione di Dina Paul Parks, Direttore
Esecutivo, Coalizione Nazionale per i Diritti degli Haitiani, Comitato
della Magistratura del Senato, Senato Americano, Washington DD, 1
ottobre 2002). Nel frattempo, la CIA aveva iniziato una campagna
diffamante nei riguardi di Aristide descrivendolo come "mentalmente
instabile" (Boston Globe, 21 Sept 1994).
L'intervento militare del 1994
Dopo tre anni di potere militare, nel 1994 gli Stati Uniti
intervennero mandando ad Haiti 20.000 truppe d'occupazione e "peace -
keepers". Con questo intervento militare Washington non voleva istituire
nuovamente la democrazia, bensì il contrario: l'intervento aveva lo
scopo di prevenire un'insurrezione popolare contro la Giunta militare e
le sue schiere neoliberali.
L'occupazione militare americana aveva quindi lo scopo di assicurare la
continuità politica.
Mentre i membri della Giunta Militare venivano mandati in esilio, il
ritorno a un governo costituzionale richiedeva il consenso dei diktats
dell'IMF, precludendo così la possibilità di un programma neoliberale
progressivo "alternativo". Le truppe americane rimasero nel paese fino
al 1999. Le forze armate haitiane furono congedate e il Dipartimento di
Stato americano chiamò la compagnia mercenaria DynCorp affinché
provvedesse a fornire un "consiglio tecnico" per riorganizzare la
Polizia Nazionale Haitiana (HNP).
"DynCorp ha sempre funzionato da paravento per le operazioni clandestine
del Pentagono e della CIA." (Vedi Jeffrey St. Clair e Alexander Cockburn,
Counterpunch 27 febbraio 2002,
http://www.corpwatch.org/issues/PID.jsp?articleid=1988 )
Sotto la direzione del DynCorp a Haiti, gli ex Tonton Macoute e gli
ufficiali militare haitiani coinvolti nel Colpo di Stato del 1991 furono
inglobati nell'HNP. (Vedi Ken Silverstein, Privatizing War, The Nation,
28 luglio 1997, http://www.mtholyoke.edu/acad/intrel/silver.htm )
Nell'ottobre del 1994 Aristide tornò dall'esilio e ottenne nuovamente la
presidenza fino al 1996, anno in cui scadeva il suo mandato. I
riformatori del "mercato libero" entrarono a far parte del suo
gabinetto. Una nuova ondata di letali politiche macro-economiche furono
adottate sotto il falso nome di Piano di Ripresa Economica d'emergenza (EERP)
"che cercò di raggiungere una rapida stabilità macroeconomia,
ristabilire la pubblica amministrazione e intervenire in quelle che
erano considerate le necessità più imminenti". (Vedi IMF Approves
Three-Year ESAF Loan for Haiti, Washington, 1996,
http://www.imf.org/external/np/sec/pr/1996/pr9653.htm ).
La nuova istituzione del Governo Costituzionale è stata negoziata a
porte chiuse con i creditori esteri di Haiti. Prima della reintegrazione
di Aristide come Presidente del paese, il nuovo governo era stato
obbligato a saldare le esposizioni verso i creditori esteri. Infatti i
nuovi prestiti aperti dalla Banca Mondiale, la Banca di Sviluppo
Inter-Americano (IDB) e l'IMF furono erogati per estinguere i debiti di
Haiti verso i creditori nazionali. Fu così che del nuovo denaro fu usato
per pagare i vecchi debiti che portavano a far crescere vorticosamente
il debito estero.
In perfetta sintonia con il governo militare, il Prodotto Interno Lordo
(GDP) diminuì del 30% (1992-1994). Con un reddito pro-capite di 250
dollari annui, Haiti è il paese più povero in tutto l'emisfero
Occidentale e tra i più poveri nel mondo. (vedi World Bank, Haiti: The
Challenges of Poverty Reduction, Washington, agosto 1998,
http://lnweb18.worldbank.org/External/lac/lac.nsf/0/8479e9126e3537f0852567ea000fa239/$FILE/Haiti1.doc
).
La Banca Mondiale stima che la disoccupazione è pari al 60% (un rapporto
Congressuale americano del 2000 ne fa una stima pari all'80%. Vedi US
House of Representatives, Criminal Justice, Drug Policy and Human
Resources Subcommittee, FDHC Transcripts, 12 aprile 2000).
Alla vigilia dei tre anni di dominio militare e del declino economico
non vi era nessuna "Economic Emergency Recovery" come era stata prevista
con l'accordo sul prestito. Invece accadde l'opposto: per "stabilizzare"
Haiti l'IMF impose il programma "Recovery" imponendo forti tagli di
budget nei quasi non esistenti programmi dell'area sociale. Fu
promulgata una riforma che consisteva nella riduzione del servizio
civile e nel licenziamento degli impiegati statali in surplus.
Il programma dell'IMF e della Banca Mondiale si trasformò in uno
strumento atto a paralizzare i servizi pubblici, e presto condusse al
crollo dell'intero sistema statale. In un paese dove i servizi sanitari
e l'educazione non esistevano, l'IMF ha chiesto il licenziamento degli
insegnanti e degli operatori sanitari con lo scopo di ridurre il deficit
del budget.
Le iniziative della politica estera americana venivano coordinate con la
somministrazione della mortale medicina economica dell'IMF che ha spinto
Haiti sull'orlo della bancarotta economica e sociale.
Il destino dell'agricoltura haitiana
Più del 75% della popolazione di Haiti è impiegata nell'agricoltura,
producendo cibo sia per il mercato interno che per l'esportazione.
Durante l'era Duvalier l'economia contadina aveva già ricevuto un brutto
colpo. Il sistema agricolo, che prima produceva per il mercato interno,
viene del tutto destabilizzato con l'adozione della riforma del
commercio sponsorizzata dall'IMF e la Banca Mondiale. La modificazione
delle barriere commerciali aprì le porte all'economia americana che
poteva esportare e scaricare sul mercato haitiano tutto il surplus della
propria produzione, compreso il riso, lo zucchero e il mais, portando
così alla totale distruzione dell'intera economia contadina locale.
Anche Gonaives, che con le sue estese risaie produceva gran parte del
fabbisogno di Haiti, ora era precipitato nella bancarotta:
"La produzione interna di riso, alla fine del 1990, era stata ridotta
alla metà e l'importazione del riso americano ammontava a più della metà
della vendita interna di questo prodotto. La popolazione agricola di
Haiti era rovinata e il prezzo del riso aumentò drasticamente." (Vedi
Rob Lyon, Haiti-There is no solution under Capitalism! Socialist Appeal,
24 febbraio. 2004,
http://cleveland.indymedia.org/news/2004/02/9095.php ).
Nel giro di pochi anni Haiti, un piccolo e povero paese dei Caraibi, era
diventato il quarto importatore di riso dall'America dopo il Giappone,
il Messico e il Canada.
La seconda ondata di riforme dell'IMF
Le elezioni presidenziali erano state fissate per il 23 novembre del
2000. Nello stesso anno l'Amministrazione Clinton aveva bloccato ogni
forma di aiuto diretto allo sviluppo di Haiti. Appena due settimane
prima delle elezioni, l'Amministrazione uscente aveva firmato una
lettera d'intenti con l'IMF.
Con un tempismo perfetto, prima delle elezioni del nuovo presidente
l'accordo con l'IMF aveva precluso ogni forma di aiuto che poteva
provenire da un programma neoliberale. Nel 1994, al ritorno dal suo
esilio, il presidente acconsentì a qualsiasi richiesta da parte dell'IMF.
Il 14 dicembre il Ministro delle Finanze aveva consegnato al Parlamento
il budget con le dovute modifiche. I finanziamenti dipendevano
dall'approvazione incondizionata della Legislatura. Anche se Aristide
aveva promesso di aumentare la soglia dei minimi salariali, di
impegnarsi nella costruzione delle scuole e di lottare contro
l'analfabetismo, le mani del nuovo governo erano legate. Erano già state
prese le decisioni più importanti che riguardavano il budget dello
stato, la gestione del settore pubblico, gli investimenti statali, la
privatizzazione, il commercio e la politica monetaria. Queste voci
facevano parte di una accordo raggiunto con l'IMF il 6 novembre del
2000.
Nel 2003 l'IMF aveva imposto la sottoscrizione del cosiddetto "sistema
flessibile del prezzo del petrolio" che aveva scatenato immediatamente
un vorticosa inflazione. I prezzi del petrolio aumentarono di circa il
130% tra gennaio e febbraio 2003 e andarono a fomentare il risentimento
popolare contro il governo di Aristide e la sua riforma economica.
L'aumento del prezzo del petrolio aveva contribuito ad aumentare i
prezzi al consumo nel 2002 e 2003 (vedi Haiti-Letter of Intent,
Memorandum of Economic and Financial Policies, and Technical Memorandum
of Understanding, Port-au-Prince, Haiti 10 giugno 2003,
http://www.imf.org/external/np/loi/2003/hti/01/index.htm).
A sua volta l'IMF aveva chiesto, nonostante l'aumento drammatico del
costo della vita, di bloccare gli stipendi come mezzo di "controllo
dell'inflazione". L'IMP aveva infatti spinto il governo ad abbassare i
minimi salariali di settore (inclusi quelli degli insegnanti e degli
operatori sanitari) e aveva chiesto di portare gradualmente il minimo
salariale fissato per legge a 25 centesimi di dollaro l'ora. "La
flessibilità del mercato del lavoro", che voleva dire portare i minimi
salariali al di sotto dei limiti fissati per legge, secondo l'IMF
avrebbe contribuito ad attirare gli investitori esteri. La paga minima
giornaliera che nel 1994 era di 3 dollari, nel 2004 era stata portata a
1,50 - 1,75 (a seconda del cambio valuta).
Secondo una logica contorta, la riduzione dei minimi salariali, che
facevano parte della politica del "lavoro a poco prezzo" dell'IMF e
della Banca Mondiale sin dagli anni '80, era stata voluta unicamente per
migliorare gli standard di vita. All'interno di un mercato del lavoro
che viola le leggi della legalità, l'IMF considera gli sweatshops (la
forma più applicata da parte delle industrie d'assemblaggio) e il lavoro
forzato presente nelle piantagioni come l'unico modo per creare una
situazione ad hoc in grado di "attirare gli investitori esteri.
In altre parole, il sweatshop condiziona le industrie d'assemblaggio
(all'interno di un mercato del lavoro totalmente irregolare) e il lavoro
forzato presente nelle piantagioni agricole di Haiti vengono viste dall'IMF
come un modo per raggiungere la prosperità economica in quanto sono in
grado di "attirare gli investitori esteri".
Il paese si trovò in un turbine crescente di debiti con l'estero. Per
amara ironia, i tagli finanziari applicati ai settori sociali erano
stati imposti a un paese che ha 1,2 medici ogni 10.000 abitanti e dove
la maggioranza della popolazione è analfabeta. I servizi sociali
statali, che erano praticamente inesistenti durante il periodo di
Duvalier, erano ormai in ginocchio.
L'effetto delle riforme dell'IMF aveva interessato anche le entrate di
altri settori e questo portò a rendere il cammino dell'IMF verso il
potere ancora più impervio. Nel frattempo i tassi d'interesse erano
saliti alle stelle. Nelle zone settentrionali e orientali del paese,
l'aumento del prezzo del petrolio aveva portato alla paralisi dei
trasporti e dei servizi pubblici e al blocco dell'erogazione dell'acqua
e dell'elettricità.
Mentre all'orizzonte si profilava una catastrofe umanitaria, il collasso
dell'economia dovuto alle riforme dell'IMF aveva accresciuto la
popolarità di quella Piattaforma Democratica che aveva accusato Aristide
di "cattiva gestione economica". Risulta quindi chiaro che i leaders
della Piattaforma Democratica sono i principali protagonisti di questa
nuova economia basata sui sottominimi salariali. Fra essi vi è anche
Andy Paid, il principale proprietario degli sweatshops presenti sul
territorio.
Applicare il modello Kosovo
Nel febbraio 2003 Washington aveva nominato ambasciatore di Haiti
James Foley. Questi, che era stato uno dei portavoce del Dipartimento di
Stato durante l'Amministrazione Clinton negli anni della guerra in
Kosovo, precedentemente aveva lavorato anche per i quartieri centrali
della NATO a Bruxelles. Molto probabilmente Foley fu il primo a essere
inviato a Port au Prince con una spedizione spalleggiata dalla CIA.
Foley lasciò una prestigiosa posizione a Ginevra e venne trasferito a
Port au Prince nel settembre del 2003 dove divenne Deputy Head of
Mission to the UN European Office.
È anche importante ricordare che l'ambasciatore Foley diede il suo
totale appoggio all'Esercito di Liberazione del Kosovo nel 1999.
Sono state recuperate molte prove che il denaro necessario per
finanziare l'Esercito di Liberazione del Kosovo (KLA) proveniva dal
narcotraffico ed era appoggiato dalla CIA. Foley è stato coinvolto in
molti assassini di civili e politici durante il periodo dell'occupazione
del paese guidato dalla NATO e nel periodo immediatamente successivo.
Dopo l'invasione e l'occupazione del Kosovo da parte della NATO, il KLA
prese il nome di Forza di Protezione Kosovara (KPF) sotto gli auspici
dell'UN. Invece di disarmare ed evitare il massacro dei civili, fu
concesso un legittimo status politico a un'organizzazione terrorista con
dei legami con il crimine organizzato e il narcotraffico dei Balcani.
Ai tempi della guerra in Kosovo James Foley, al tempo Ambasciatore
americano ad Haiti, guidava gli ordini che partivano dal Dipartimento di
Stato mentre lavorava fianco a fianco con Jamie Shea, sua controparte a
Bruxelles. Appena due mesi prima dell'invasione cruenta della NATO che
portò allo scoppio della guerra il 24 marzo del 1999, James Foley fu
interpellato per quest'opera di "trasformazione" del KLA in una
rispettabile organizzazione politica:
"Vogliamo promuovere un buon rapporto con il KLA mentre essi si
trasformano in una organizzazione di orientamento politico. Se accettano
di diventare quei personaggi politici che noi vogliamo che essi
diventino, crediamo di poterli aiutare e consigliare… Credo che nessuno
avrà nulla da ridire Se li aiutiamo - e se essi stessi vogliono che li
aiutiamo - in questo processo di trasformazione …" (New York Times, 2
febbraio 1999).
Durante le prime fasi dell'invasione "fu costituita un' amministrazione
autonominata composta dal KLA e del Movimento di Unione Democratica (LBD),
una coalizione di cinque partiti d'opposizione che combattevano contro
l'Alleanza Democratica di Rugosa (LDK).
Oltre ad avere un controllo sul primo ministro, il KLA controllava anche
i ministri delle finanze, dell'ordine pubblico e della difesa." (Michel
Chossudovsky, NATO's War of Aggression against Yugoslavia, 1999,
http://www.globalresearch.ca/articles/CHO309C.html)
Foley aveva dichiarato che il Dipartimento di Stato Americano avrebbe
fatto in modo che al KLA "non venisse permesso di continuare a esistere
come forza militare ma che avesse la possibilità di evolversi verso
l'autogestione" ma questo doveva avvenire in un "contesto differente"
intendendo, così, l'inaugurazione di una "narco democrazia" sotto la
protezione della NATO. (Ibidem).
Per quanto riguarda il narcotraffico, Kosovo e Albania occupano, nei
confronti di Haiti, uguale posizione: rappresentano un "punto centrale"
nel transito via mare dei narcotici da Golden Crescent verso l'Europa
occidentale passando dall'Iran e dalla Turchia. Sempre con il benestare
della CIA e della NATO, il KLA aveva stretto contatti con la mafia
albanese e i sindacati criminali coinvolti nel narcotraffico.
Ma era questa l'Haiti prospettata nel 1999 dall'allora ambasciatore
americano ad Haiti James Foley?
Secondo la CIA e il Dipartimento di Stato, l'FLRN e Guy Philppe stanno
ad Haiti come il KLA e Hashim Thaci stanno al Kosovo.
In altre parole, Washington ha in progetto un "cambio di regime" per far
crollare l'Amministrazione Lavalas e sostituirla con un regime americano
fittizio che faccia parte della Piattaforma Democratica e dell'auto
nominato Fronte per la liberazione e la ricostruzione nazionale (FLRN) i
cui leaders sono degli ex terroristi del FRAPH e i Tonton Macoute.
Questi ultimi sono stati scelti per integrare una "unità nazionale
governativa" insieme ai leaders della Convergenza Democratica e il The
Group of 184 Civil Society Organizations comandato da Andy Paid. Più
specificatamente, è stato scelto l'FLRN guidato da Guy Philippe per
ricostruire le forze armate di Haiti che sono state sciolte nel 1995. In
questa maniera si rischia che il potere venga ripartito tra i vari
gruppi di Opposizione e i sovversivi, protetti dalla CIA, che sono
implicati con il traffico di cocaina dalla Colombia alla Florida via
Haiti. La protezione di questo commercio è in stretto rapporto con la
nascita di un nuovo "narco-governo che proteggerà gli interessi
americani.
Un disarmamento simbolico dei sovversivi può essere preso in
considerazione in vista di una supervisione internazionale, esattamente
come accadde con il KLA in Kosovo nel 2000. Gli "ex-terroristi" potevano
essere arruolati nella polizia civile oppure utilizzati per reintegrare
le forze armate haitiane sotto la supervisione americana.
Questa situazione ci fa ben capire che il terrorismo dell'era di
Duvalier è tornato in auge. Infatti è già in programma una serie di
massacri civili e di assassini politici diretti contro i sostenitori di
Lavalas.
Ci si chiede: se Washington è veramente motivato da scopi umanitari,
allora perché continua a spalleggiare e finanziare gli squadroni di
morte del FRAPH? Il suo obiettivo non è quello di prevenire il massacro
dei civili. L'FLRN, seguendo l'iter delle precedenti operazioni guidate
dalla CIA (ad esempio in Guatemala, Indonesia e in El Salvador), gli
squadroni di morte sono stati liberati ed ora sono coinvolti negli
assassini dei sostenitori di Aristide.
La rotta marina del narcotraffico
Sotto il colpo inferto dalle riforme dell'IMF l'economia del paese si
dirige verso la bancarotta mentre il traffico dei narcotici via mare
continua a crescere. Secondo l' US Drug Enforcement Administration
(DEA), Haiti rimane "il paese con il maggior tasso di narcotraffico
dell'intera regione caraibica e invia enormi spedizioni di cocaina dalla
Colombia agli Stati Uniti." (vedi US House of Representatives, Criminal
Justice, Drug Policy and Human Resources Subcommittee, FDHC Transcripts,
12 aprile 2000).
Si stima che Haiti sia responsabile del 14% di tutta la cocaina
importata negli Stati Uniti. Questa rappresenta miliardi di dollari di
reddito per il crimine organizzato e le istituzioni finanziari americane
che riciclano una grande quantità di denaro sporco. Il commercio globale
del narcotraffico viene stimato pari ai 500 miliardi di dollari
americani.
Molto del traffico via mare viene diretto a Miami, dove il denaro sporco
viene ripulito in investimenti a rischio zero, come ad esempio beni
immobiliari e altre attività correlate.
L'evidenza conferma che la CIA ha protetto questo commercio sia durante
l'era di Duvalier che durante il periodo della dittatura militare
(1991-1994). Nel 1987 ci fu un'inchiesta molto approfondita sul senatore
John Kerry, presidente del Subcommittee on Narcotics, Terrorism and
International Operations of the Senate Foreign Affair Committee. Si
cercò di individuare i legami tra la CIA, il traffico di droga e il
riciclaggio di denaro sporco per finanziare le insurrezioni armate. "Il
rapporto Kerry" pubblicato nel 1989, oltre a focalizzare l'attenzione
sulle azioni finanziare dirette ai Nicaraguan Contras, includeva anche
una sezione su Haiti:
"Kerry ha rivelato informazioni dettagliate sul traffico di droga da
parte dei capi milizi haitiani che nel 1989 hanno condotto
all'incriminazione, a Miami, del tenente colonnello Jean Paul. L'accusa
fu molto imbarazzante per l'esercito di Haiti in quanto Paul si rifiutò
provocatoriamente di arrendersi alle autorità statunitensi. Il
colonnello Paul fu trovato morto nel novembre del 1989 dopo aver
consumato un regalo di benvenuto haitiano: una scodella di zuppa di
zucca…
Nel 1988 qualcuno testimoniò, davanti al senato americano, che l'allora
ministro interno Generale Williams Regala e il suo ufficiale di
collegamento della DEA avevano protetto e supervisionato il commercio di
cocaina. Il testimone accusò l'allora comandante haitiano Generale Henry
Namphy di essersi lasciato corrompere, intorno alla metà degli anni 80,
dai trafficanti colombiani in cambio dei dazi doganali.
Fu nel 1989 che un altro colpo di stato militare portò al potere il Lt.
Generale Prosper Avril… Secondo la testimonianza rilasciata davanti al
sottocomitato del senatore John Kerry, è Avril il vero fautore del ruolo
di Haiti come punto di transito del commercio della cocaina." (Paul
DeRienzo, Haiti's Nightmare: The Cocaine Coup & The CIA Connection,
Spring 1994,
http://globalresearch.ca/articles/RIE402A.html)
Jack Blum, consigliere speciale di Kerry, in una dichiarazione
rilasciata all'US Senate Select Committee on Intelligence on Drug
Trafficking and the Contra War, accusa di complicità alcuni ufficiali
americani:
"…Ad Haiti… 'fonti' della nostra intelligence nell'esercito militare
avevano iniziato ad arricchirsi grazie all'embargo della droga. Invece
di spazzare via la leadership corrotta delle milizie noi l'abbiamo
spalleggiata. Abbiamo chiuso gli occhi e ci siamo girati dall'altra
parte mentre con i loro amici criminali negli Stati Uniti distribuivano
cocaina a Miami, Philadelphia e New York." (http://www.totse.com/en/politics/central_intelligence_agency/ciacont2.html
)
Non solo Haiti rimane il cuore del narcotraffico via mare ma questo, a
partire dagli anni 80,è cresciuto notevolmente. In realtà, l'ultima
crisi che c'è stata lega ancora di più Haiti al traffico della droga e
Washington vuole un governo haitiano sottomesso che protegga le rotte
del trasporto della droga, dalla Colombia fino alla Florida passando per
Haiti.
L'afflusso dei narcodollari (che rimane il guadagno principale del
scambi con l'estero) viene utilizzato per pagare i debiti con l'estero
che crescono a dismisura e in questo modo vengono curati gli interessi
dei creditori esteri.
A questo proposito, la liberalizzazione del mercato valutario imposto
dall'IMF ha promosso, nonostante l'impegno proforma delle autorità per
combattere il traffico della droga, una strada fruttuosa per il
riciclaggio dei narco-dollari nelle operazioni bancarie nazionali. Il
flusso di narco-dollari insieme alle "rimesse" degli haitiani che vivono
all'estero, vengono depositati nei conti bancari commerciali e scambiati
nella valuta corrente. I proventi del cambio estero di questa
circolazione di denaro possono essere riciclati attraverso il Ministero
del Tesoro dove vengono utilizzati per pagare i debiti dello Stato.
Ad ogni modo Haiti incassa solo una piccolissima percentuale dei
profitti provenienti da questo proficuo contrabbando.La maggior parte
degli utili provenienti dal commercio marittimo della droga
arricchiscono sia i criminali intermediari della vendita all'ingrosso e
e al dettaglio, sia le agenzie di intelligence che proteggono il
traffico della droga che le istituzioni bancarie e finanziare dove
vengono ripuliti i soldi provenienti da questa attività criminale.
I narco-dollari vengono incanalati attraverso "conti privati bancari" in
numerosi paradisi fiscali (questi conti vengono controllati dalle più
importanti banche occidentali e istituzioni finanziarie). Il denaro
sporco viene investito in titoli finanziari tra cui i fondi clandestini
e le transazioni del mercato azionario. Le maggiori banche d'Europa, di
Wall Street e agenzie di borsa puliscono miliardi di dollari provenienti
dal narcotraffico.
Inoltre l'aumento della produzione di dollari controllata dal Federal
Reserve System, di cui fanno parte anche i miliardi di banconote di
dollari americani necessari per le transazioni del narcotraffico,
costituisce un guadagno non solo per la Federal Riserve ma anche per le
istituzioni bancarie private che ne panno parte. La più importante è
sicuramente la New York Federal Reserve Bank. Vedi (Jeffrey Steinberg,
Dope, Inc. Is $600 Billion and Growing, Executive Intelligence Review,
14 dicembre 2001, http://www.larouchepub.com/other/2001/2848dope_money.html)
In altre parole, l'istituto finanziario di Wall Street, che agisce
dietro le quinte nei programmi della politica estera americana, ha un
interesse legittimo nell'assicurarsi il commercio marittimo di Haiti
mentre cerca di installare una "narco-democrazia" a Port-au-Prince che
avrà sicuramente un ruolo importante sul controllo delle rotte
commerciali marittime.
Dobbiamo notare ora, dopo l'avvento dell'euro come moneta mondiale, che
una parte del traffico di narcotici avviene anche in euro e non solo in
dollari americani. Il traffico di cocaina latino americano (incluso il
commercio marittimo attraverso Haiti) continua però a seguire la via del
dollaro americano
L'esclusione della moneta del dollaro dalle narco-transazioni porta ad
una diminuzione dell'egemonia del dollaro americano come moneta mondiale
sebbene le narco-rotte interesseranno principalmente il Medio Oriente,
l'Asia Centrale e il sud dell'Europa.
La manipolazione dei media
Nelle settimane che hanno preceduto il colpo di stato i media hanno
focalizzato l'attenzione sulle "bande armate" a favore di Aristide e sui
"thug", senza sforzarsi di capire il ruolo dei ribelli dell'FLRN.
Solo un sordo silenzio: non una parola è stata pronunciata nelle
dichiarazione ufficiali e nelle decisioni delle Nazioni Unite nei
confronti dell'RLRN. Questa non è certo una sorpresa: John Negroponte,
l'ambasciatore americano alle Nazioni Unite (e che fa parte del
Consiglio di Sicurezza), quando negli anni '80 fu ambasciatore americano
in Honduras ebbe un ruolo di rilievo all'interno degli squadroni della
morte protetti dalla CIA (vedi San Francisco Examiner, 20 Oct 2001
http://www.flora.org/mai/forum/31397 )
I ribelli dell'FLRN sono ben addestrati e ben equipaggiati. Gli haitiani
li conoscono molto bene: sono i Tonton Macoute dell'era duvalieriana e i
vecchi assassini del FRAPH.
I media occidentali non aprono bocca sull'argomento attribuendo queste
violenze solo al presidente Aristide. Quando vengono a conoscenza che
l'Esercito di Liberazione è costituito da squadroni di morte non si
curano di esaminare le implicazioni di una tale dichiarazione e si
rifiutano di prendere in considerazione che questi squadroni di morte
sono una creazione della CIA e della DIA.
Il New York Times ha riconosciuto che la società di opposizione civile
"pacifica" in realtà collabora con gli squadroni di morte, "accusati di
averne uccisi a migliaia", ma descrive queste morti come accidentali.
Non c'è nessuno sforzo di comprensione storica dell'accaduto. Chi sono i
leader di questi squadroni di morte? Ci hanno detto che hanno istituito
un' "alleanza" con i "pacifisti" che appartengono all' 'opposizione
politica'. E questo per una causa buona e meritevole: rimuovere il
presidente in carica.
"Mentre la crisi di Haiti si avvia verso la guerra civile sta venendo
alla luce una rete di alleanze, alcune delle quali accidentali. Questa
rete si lega con gli interessi di un movimento politico neo-pacifista a
un gruppo di insorti. Fra questi riconosciamo un ex leader dei squadroni
di morte accusati di aver ucciso migliaia di persone, un ex capo della
polizia accusato di aver tramato un colpo di stato e una gang spietata
che una volta era al fianco di Aristide ma che ora gli si è rivoltata
contro.
Anche se il loro desidero comune è di vedere Aristide privato del suo
potere, a causa delle loro diverse provenienze questi non si
schiereranno mai tutti insieme contro di lui." (New York Times, 26
febbraio 2004)
Non c'è nulla di spontaneo o di "accidentale" negli attacchi degli
insorti così come non ce n'è nell' "alleanza" tra il leader degli
squadroni di morte Guy Philippe ed Andy Paid, proprietario di più grandi
sweatshop industriali di Haiti e leader del G-184.
La ribellione armata apparteneva a un'operazione militare d'intelligence
ben pianificata. Le Forze Armate e la Repubblica Domenicana hanno
scoperto, sul confine nord-orientale della Repubblica Domenicana con
Haiti, campi di addestramento per guerriglieri. (El ejército dominicano
informó a Aristide sobre los entrenamientos rebeldes en la frontera, El
Caribe, 27 febbraio 2004,
http://www.elcaribe.com.do/articulo_multimedios.aspx?id=2645&guid=AB38144D39B24C6FBA4213AC40DD3A01&Seccion=64
)
Sia gli insorti armati che le controparti civili "pacifiste" erano
coinvolti nel complotto per allontanare il presidente. Nelle settimane
che precedettero la sconfitta di Aristide, Adre Apaid, leader del G-184,
era in contatto con Colin Powel; Guy Philppe e "Toto" Emmanuel Constant
avevano dei legami con la CIA e ci sono degli indizi che fanno credere
che il comandante dei ribelli Guy Philippe e Winter Etienne, leader
politico del il Fronte di Resistenza Rivoluzionaria di Artibonite
collaborassero con gli ufficiali americani (vedi BBC, 27 Febbraio 2004,
http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/3496690.stm).
Nelle intenzioni dell'Amministrazione Bush c'è sempre stata l'idea di
sostituire Aristide con una figura più mite e remissiva.
Il 20 febbraio l'ambasciatore americano James Foley aveva richiamato in
patria una squadra di 4 esperti militari che erano di stanza all'U.S.
Souther Command con base a Miami. Il loro mandato ufficiale era quello
di "investigare sulle minacce rivolte all'ambasciata e alle persone che
la componevano". (Seattle Times, 20 febbraio 2004). Le Forze Speciali
americane sono già nel paese. Washington aveva annunciato che, sebbene
come mezzo preventivo, tre navi americane "erano pronte per partire alla
volta di Haiti". La Saipan è equipaggiata con gli Harrier, i
cacciabombardieri ad atterraggio verticale, ed elicotteri d'attacco. Le
altre due navi erano la Oak Hill e la Trento. Secondo Washington circa
2.200 marines della 24a Marine Expeditionary Unit di stanza a Camp
Lejeune, N.C., erano pronti a intervenire in Haiti al minimo segnale.
Anche se il presidente Aristide era fuggito in esilio, Washington non
aveva alcuna intenzione di disarmare l'esercito ribelle paramilitare.
Questo avrebbe avuto un ruolo troppo importante nella "transizione".
In pratica, alla vigilia della partenza di Aristide l'Amministrazone
Bush non sarebbe intervenuta per evitare l'assassinio di Lavalas e dei
sostenitori di Aristide.
Non c'è bisogno di dire che i media occidentali non hanno affatto preso
in considerazione il background storico della crisi di Haiti. Il ruolo
giocato dalla CIA non è stato nemmeno menzionato. La cosiddetta
"comunità internazionale", che sostiene di essere impegnata nella
salvaguardia del governo e della democrazia, ha chiuso gli occhi davanti
ai massacri dei civili da parte di un esercito paramilitare
sponsorizzato dall'America.
I mass media americani presentano i "leaders ribelli", che erano i
comandanti degli squadroni di morte del FRAPH negli anni '90, come degli
onesti portavoce dell'opposizione. Sono in molti a pensare che l'ex
presidente sia stato responsabile della "catastrofe economica e sociale"
e questo fa crescere i dubbi sulla legittimità della sua elezione.
La catastrofe economica e sociale viene attribuita alle assurde riforme
economiche imposte dall'IMF sin dagli anni '80. La restaurazione, nel
1994, del governo costituzionale fu possibile solo a una condizione:
accettare la mortale terapia economica dell'IMF. Questa manovra precluse
del tutto la possibilità di qualsiasi parvenza di democrazia.
Ufficiali governativi di alto lignaggio che appartenevano ai governi di
Andre Preva e Jean Bertrand Aristide erano in realtà al servizio dei
diktats dell'IMF. Nonostante tutto Aristide era stato inscritto nelle
liste nere di Washington.
La militarizzazione del Bacino Caraibico (Caribbean Basin)
Washington cerca di fare di Haiti una neo colonia americana
democratica, ma in realtà le cose sono ben diverse. Il suo obiettivo è
quello di imporre un regime fantoccio con sede a Port-au-Prince e
istituire nel paese un esercito militare statunitense permanente.
Ultimamente Washington ha cercato di militarizzare il bacino Caraibico.
L'isola di Santo Domingo ne è la porta d'ingresso, posto strategicamente
tra Cuba a Nord-ovest e il Venezuela a Sud. L'isola è stata
militarizzata con l'istituzione delle basi militari americane. Questa
soluzione non è stata pensata per creare una pressione politica su Cuba
e il Venezuela, bensì per proteggere i miliardi di dollari del
narcotraffico via mare che passa per Haiti proveniente dalle nazioni
produttrici: Colombia, Perù e Bolivia.
Possiamo considerare la militarizzazione del bacino caraibico simile a
quello imposto da Washington alla regione Andina del Sud America con il
nome di "Piano Colombia, rinominato "L'iniziativa andina". Quest'ultima
costituisce la base della militarizzazione dell'olio e dei pozzi di gas,
così come delle rotte delle condotte e dei corridoi di trasporto.
Inoltre protegge anche il traffico dei narcotici.
Tradotto da Tiziana De Giosa per Nuovi Mondi Media
Fonte: http://globalresearch.ca/articles/CHO402D.html
For Fair Use Only
Nota di Alma Giraudo: l'articolo sopra riportato, scritto dal noto
Prof. Michel Chossudovsky e tradotto a cura di NUOVI MONDI MEDIA è stato
ultimato, come Lui stesso scrive, il 29.02.04.
Di fatto il Presidente Jean Bertrand Aristide, proprio il 29/2,
contrariamente a quanto si pensava, non è fuggito nella Repubblica
Dominicana e neanche voleva lasciare il proprio Paese, ma è stato
sequestrato dai marines e trasportato nella Repubblica del Centrafrica.
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