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Haiti: la delegazione USA in Centrafrica ha incontrato
Aristide: nuove rivelazione su golpe.
La delegazione e' riuscita ha incontrare due volte
Aristide e dopo il primo incontro c'e' stata la conferenza stampa. Sia
l'incontro che la conferenza hanno rappresentato un rilevante
cambiamento rispetto al giorno prima e certamente la pressione
internazionale seguito all'articolo di Answer in cui si denunciava
l'impossibilita' di Aristide di avere contatti con l' estero ha smosso
le acque
Answer trad. Michele Mazza
Fonte:
http://www.internationalanswer.org
9 marzo 2004
UNA DELEGAZIONE USA SI INCONTRA CON IL PRESIDENTE ARISTIDE
ARISTIDE RENDE NOTI DETTAGLI SUL COLPO DI STATO
8 Marzo, 2004
Una delegazione degli Stati Uniti si è incontrata per due volte oggi con
l' ex Presidente Jean-Bertrand Aristide a Bangui, nella Repubblica
Centroafricana.
Dopo il primo incontro, il Presidente ha tenuto una conferenza stampa al
Ministero degli Esteri, e ha poi concesso un intervista di 30 minuti in
Inglese con Pcifica Radio's Democracy Now.
Della delegazione fanno parte Kim Ives dell'Haiti Progres e dell'Haiti
Support Network, e anche Johnnie Stevens e Sara Flounders dell'International
Action Center. Ives, Fluonders e Stevens sono anche rappresentanti
dell'ex "Attorney-General USA" Ramsey Clark. Nella delegazione è
presente inoltre
Brian Concannon, che agisce in qualità di avvocato di Aristide, e
Katherine Kean, un'amica del Presidente.
La conferenza stampa odierna e il suo incontro con la delegazione
rappresenta un netto cambio di direzione rispetto al giorno prima quando
alla delegazione era stato impedito dal governo della Repubblica di
incontrare Aristide.
Dopo il rifiuto di dare alla delegazione il permesso di incontrare il
Presidente detenuto, un comunicato stampa intitolato "Aristide sotto
chiave" ha fatto il giro del mondo. Migliaia di attivisti sia fra i
singoli sia fra
le organizzazioni hanno inviato il comunicato ai media locali di tutti
gli Stati Uniti dando luogo a una mobilizzazione di grande visibilità
per affermare la verità. Gli ufficiali della Repubblica del Centro
Africa hanno chiarito che il loro paese è sotto la severa pressione
degli USA e della Francia.
Il velo di silenzio che ha circondato il Presidente Aristide dal golpe
del 28/29 Febbraio ora è stato definitivamente rotto in conseguenza di
questo intervento politico. Il mondo, e specialmente il popolo di Haiti,
è stato ansioso di ascoltare notizie del Presidente Aristide. Proprio
per questo motivo il Dipartimento di Stato Americano e il Ministero
degli Esteri Francese hanno esercitato tanta pressione per impedirgli di
avere accesso ai media, oltre che ai suoi legali, amici e supporter.
La delegazione ha fatto in modo che il Presidente Aristide tenesse l'
intervista con Pacifica Radio's Democracy Now. Amy Goodman di Democracy
Now ha introdotto l'intervista con queste parole:
"Istanti prima dell'intervista con Democracy Now, Aristide è apparso in
pubblico per la prima volta da quando è stato buttato fuori da Haiti in
quello che egli ha definito un colpo di stato appoggiato dagli USA.
L'autorità della Repubblica Centroafricana ha permesso che Aristide
tenesse una conferenza stampa dopo che una delegazione di attivisti USA
giunta lì per incontrarlo ha affermato che il Presidente era tenuto
sotto chiave come un prigioniero. Della delegazione hanno fatto parte
uno degli avvocati di Aristide cioè Brian Concannon, così come attivisti
dell'Haiti Support Network e dell'International Action Center,
rappresentanti dell'ex Attorney-General degli Stati Uniti d'America
Ramsey Clark. Poco dopo essere
arrivata a Bangui, domenica, la delegazione ha provato ad incontrare
Aristide recandosi al Palazzo del Rinascimento. La RCA li ha respinti.
Poco dopo, il ministro degli esteri della Repubblica ha tenuto una
conferenza stampa a Bangui. Uomini armati hanno minacciato i giornalisti
nella sala avvisandoli di non registrare le dichiarazioni del ministro.
Mildred Aristide, la first lady haitiana, è stata portata nella stanza
ma non le è stato concesso di parlare. Il ministro ha detto ai
giornalisti che Aristide avrebbe tenuto una conferenza stampa di lì a 72
ore. Ore dopo, ad Aristide è stato concesso di incontrare i giornalisti.
Nella sua intervista a Democracy Now! Aristide ha affermato che egli è
il legittimo Presidente di Haiti e che vuole tornare al più presto nel
paese. Ha raccontato in dettaglio i suoi ultimi momenti ad Haiti,
descrivendo ciò che ha chiamato il suo "rapimento" e il golpe
organizzato contro di lui.
" Il Presidente Aristide ha insistito sul fatto che egli è stato rapito
e che il suo governo è stato rimpiazzato da un governo di occupazione
supportato dagli Stati Uniti" ha detto Sara Flounders.
"il Presidente Aristide ha anche detto che è stato ingannato
dall'ambasciatore degli Stati Uniti che gli ha assicurato che sarebbe
statoportato ad una conferenza stampa per parlare con i media
internazionali e
Haitiani. Invece egli è stato obbligato a salire su un aereo e portato
fuori dal paese in seguito a un golpe statunitense", secondo il
resoconto della Flounders. " Il Presidente ha anche puntato il dito
sull'ironia del fatto che Haiti, un paese che ha solo 1,4 dottori per
ogni 11.000 persone, ora ha visto la sua principale scuola di medicina
essere chiusa e questa scuola viene ora usata come base dai marines
americani ed altri soldati stranieri."
Il Presidente si è dilungato su questo punto anche nella conferenza
stampa e nell'intervista seguente: "Dopo 200 anni di indipendenza, siamo
il primo paese Nero indipendente del mondo, ma abbiamo solo 1,5 dottori
haitiani per ogni 11.000 haitiani. Abbiamo creato un Università e
fondato una facoltà di medicina con 247 studenti. Una volta che i
soldati americani arrivano ad Haiti dopo il rapimento che fanno?
Chiudono la facoltà e prendono possesso delle aule. Questa è quella che
chiamano Pace. Questo è l'opposto della Pace. Pace significa investire
negli esseri umani, nel benessere, nel rispetto dei diritti umani, non
nella violazione dei diritti di coloro che hanno votato per un
Presidente eletto, che è successo..... come puoi immaginare di venire da
me, vuoi venire in pace, e poi chiudi la mia università e scacci gli
unici 247 studenti di medicina di un paese che non ha ospedali e non ha
abbastanza dottori. Dio, questa è un'occupazione.
Quando proteggi i killer, quando proteggi i venditori di droga come Guy
Philippe, come Chamblain, quando proteggi i cittadini degli Usa che
violano le leggi USA., il signor Andy Apaid è un cittadino degli Stati
Uniti,
violando il Neutral Act, in modo che questo gesto distrugga la nostra
democrazia, e una volta fatto questo, poi c'è l'occupazione" (citazione
da Democracy Now!)
Kim Ives, che fa parte dell'Haiti Support Network ed è un giornalista
dell' Haiti Progres, è un membro della delegazione, ed ha avuto la
possibilità di parlare con Aristide a Creole dopo la conferenza stampa
odierna. Ives fa notare che il resoconto di Aristide degli eventi del
28/29 Febbraio è in netto contrasto con quello dato da Colin Powell e
altri ufficiali statunitensi sul Washington Post del 3 Marzo. La
"storia" USA era che
Aristide era pronto a lasciare il paese ed essi hanno semplicemente
aiutato la sua fuga quando lo ha richiesto. Colin Powell e altri
ufficiali USA in seguito hanno detto che l'asserzione di Aristide di
essere stato vittima di un colpo di stato USA erano "assurde" e "false".
Ives ha notato che il Washington Post e altri media USA danno
l'impressione che la sequenza di eventi che ha portato alla fuga di
Aristide alle 6 anti-meridiane del 29 Febbraio è iniziata intorno alle 4
o alle 5 del
mattino quando Aristide senza alcuna prova che lo confermi ha chiamato
gli ufficiali Statunitensi e ha chiesto aiuto nel lasciare il paese. Il
Presidente mi ha detto che nei fatti uomini armati americani e
diplomatici si recarono ella sua residenza il giorno prima, che sarebbe
la sera del 28.
Aristide ha raccontato che gli ufficiali dissero alle 19 guardie che
avevano la funzione di proteggere il presidente che dovevano abbandonare
e loro postazioni. Questi 19 uomini erano stati assegnati dalla Steele
Foundation ed erano stati nella maggioranza dei casi precedentemente
membri dei reparti speciali americani. È stato detto loro dagli
ufficiali che non sarebbero stati protetti, la nave era affondata. Il
Presindete Aristide dice che queste guardie di sicurezza della Steel
Foundation fondamentalemnte hanno
obbedito agli ordini dei loro precedenti comandanti (il Pentagono). Sono
stati portati via da un elicottero di Sabato sera lontano dal palazzo
Presidenziale, lasciando Aristide senza protezione armata."
Un articolo recentemente apparso sul Miami Herald circa questa questione
ha riportato che altri rinforzi di 25 uomini facenti parte delle guardie
di sicurezza della Steel Foundation, che sarebbero dovuti arrivare
Sabato 28 Febbraio, hanno ricevuto una chiamata Venerdì sera che diceva
che gli USA avevano fermato la loro partenza.
Ives ha anche affermato che "al presidente era stato detto
dall'ambasciatore USA Foley che gli ufficiali e le forza armate
americane lo avrebbero portato ad una conferenza stampa con la stampa
internazionale e di Haiti, dove il presidente avrebbe sostenuto la sua
causa. Aristide si disse d'accordo a patto di poter parlare con i media
e anche che la sua casa fosse protetta da attacchi o saccheggi. Di fatto
questa conferenza non è mai stata tenuta e la sua casa è stata
saccheggiata quasi immediatamente dopo che la
ha lasciata. Il presidente è stato invece portato su un aereo. Dopo
essere arrivato lì alle 5 circa ha trovato le sue 19 guardie già lì.
Sono partiti tutti, incluso il figlio di un anno di una delle guardie,
per la Repubblica Centroafricana. Dopo 20 ore di volo verso una
destinazione a loro ignota, le guardie sono state riportate indietro
negli USA.. Il viaggio ha impedito loro di rivelare dettagli sul golpe
dopo che Aristide era stato mandato via da Haiti verso la Repubblica
Centroafricana.
Nel corso delle discussioni col presidente è risultato chiaro che i
tempi del golpe sono coincisi con molti sviluppi internazionali che
avrebbero potuto cambiare i rapporti di forza in favore del governo di
Haiti. Mentre il governo americano aumentava la pressione su Aristide
affinchè si arrendesse durante la settimana scorsa, il governo del Sud
Africa aveva mandato un aereo carico di armi che sarebbe dovuto arrivare
Domenica 29 Febbraio.
Il Venezuela stava discutendo circa la possibilità di mandare truppe in
favore di Aristide. Si stava inoltre creando un sostegno e una
solidarietà internazionali per il mantenimento della democrazia
costituzionale ad Haiti. I leader afroamericani stavano ricevendo
l'attenzione dei media nel momento in cui denunciavano le spinte verso
un golpe. Due importanti delegazioni Usa , una guidata dai membri del
Congressional Black Caucus e un altra dall'ex Attorney-General Ramsey
Clark, sarebbero dovute arrivare a giorni. Possiamo notare che c'erano
vari fattori di aiuto che stavano per intervenire. Questo spiega in gran
parte i tempi del golpe e perchè gli USA hanno dovuto rimuovere in
fretta Aristide.", ha concluso Ives.
Johnnie Stevens dell' International Action Center ha dichiarato, "Oggi,
come conseguenza della forte pressione internazionale, il popolo di
Haiti e il resto del mondo hanno avuto l'occasione di ascoltare il
Presidente Aristide ribattere alle bugie e alle falsità del governo USA
e dei suoi scagnozzi del precedente establishment militare di Haiti che
hanno organizzato il golpe. L'obbiettivo è scoraggiare il popolo
Haitiano dal continuare la lotta crescente che chiede il ritorno di
Aristide. É davvero un tentativo di imbrigliare, ridurre in silenzio e
acquietare il popolo in modo da imporre il cambio di regime voluto dagli
USA."
Stevens ha continuato, "Il popolo di Haiti è stato fonte di ispirazione
per due secoli. La loro lotta per la libertà, l'indipendenza e la
sovranità, è parte essenziale della lotta di tutti i popoli oppressi
ovunque nel mondo.
Dobbiamo continuare a fare tutto ciò che è nelle nostre capacità per
fermare i piani razzisti dell'amministrazione Bush."
Nella sua intervista a Democracy Now!, al Presidente Aristide è stato
chiesto se aveva intenzione di tornare ad Haiti. La sua risposta " Se
potessi andarci (ad Haiti) ci andrei oggi stesso. Se domani, domani.
Quando ce ne sarà la possibilità, dirò sì, perchè è il mio popolo il
quale mi ha eletto."
Per prenotare un intervista con un membro della delegazione o per avere
maggiori informazioni, contatta Sarah Sloan o Brian Becker al
202-544-3389 o al 212-633-6646
Note:
originale in inglese
http://www.internationalanswer.org/news/update/030804haiti.html
traduzione di Michele Mazza a cura di Peaceli
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