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Il Manifesto, 02/03/2004
di D'Eramo Marco
Criminali massacratori a capo della rivolta
I leader del fronte anti-Aristide responsabili di stragi efferate,
impuniti, finanziati dai Servizi segreti statunitensi
"Si apre un nuovo capitolo per l'isola di Haiti" ha detto il presidente
degli Stati uniti George W. Bush. Ma a giudicare dalle biografie dei
leaders che hanno costretto il presidente Jean- Bertrand Aristide a
rifugiarsi nella repubblica centroafricana, il nuovo capitolo sarà solo
un altro episodio del cruento serial che da 90 anni fa di Haiti un
inferno.
L'AFFABILE GUY PHILIPPE
Ecco avanzarsi il primo leader, il portavoce della rivolta che tiene i
contatti con i giornalisti stranieri, l'affabile Guy Philippe, 35 anni,
già brutale commissario di polizia nei quartieri nord di Port-au-Prince:
questo paladino della democrazia è sospettato di traffico di cocaina sia
a Haiti che negli Usa; prima di iniziare la carriera poliziesca,
inquadrato come ufficiale dell'esercito ecuadoregno, era stato
addestrato dagli Stati uniti. Nel 2000 Philippe tentò un golpe, sette
persone rimasero uccise, il tentativo fallì e lui si rifugiò a Santo
Domingo. Dietro la facciata "presentabile" di Guy Philippe, si delineano
i due uomini forti della rivolta. Jean-Pierre Baptiste e Louis-Jodel
Chamblain, ambedue condannati per omicidio all'ergastolo e ai lavori
forzati, e ambedue ex membri del Front pour l'avancement et le progrès
d'Haiti (Fraph). Il Fraph era una milizia messa su con l'aiuto dei
servizi segreti americani, dopo il primo golpe contro Aristide attuato
nel 1991 dai generali Raoul Cedras e Philippe Biamby. Tra il 1991 e il
1994 il Fraph si rese responsabile di più di 5.000 morti e di alcuni tra
i più crudeli massacri della pur efferata storia haitiana. Il Fraph si
richiamava esplicitamente al regime del dittatore François Duvalier,
detto papa Doc (al potere dal 1957 alla sua morte nel 1971) e di suo
figlio Jean-Claude (succedutogli nel 1971 fino alla sua fuga nel 1986):
i Duvalier regnarono col terrore seminato dai Tonton Macoute, squadroni
della morte in parte confluiti nel Fraph.
LA COPPIA JEAN "TATOUNE" E CHAMBLAIN
Jean-Pierre Baptiste, detto Jean Tatoune, fu condannato all'ergastolo
per aver partecipato a un massacro nel villaggio filo-Aristide di
Raboteau, dove nell'aprile 1994 furono uccisi in 20, alcuni da fucilate,
altri da percosse, altri annegati mentre si gettavano in mare per
sfuggire agli attaccanti. Tra i 59 accusati di Raboteau, c'erano i
generali Cedras e Biaby, che ora vivono a Panama, Louis-Jodel Chamblain,
è un ex ufficiale dell'esercito d'Haiti (FAD'H), condannato in
contumacia (insieme a 7 capi militari) all'ergastolo e ai lavori forzati
per l'omicidio di un sostenitore di Aristide, Antoine Izméry, ucciso
nella chiesa del Sacro Cuore a Port-au-Prince l'11 settembre 1993,
mentre assisteva alla messa celebrata per commemorare il quinto
anniversario di un altro massacro anti-Aristide nella chiesa di San
Giovanni Bosco a La Saline, baraccopoli alla periferia della capitale.
Prima del processo, Chamblain fuggì a Santo Domingo, da cui è appena
tornato. Chamblain fu visto anche a Cité Soleil il 27 dicembre 1993
quando gli uomini del Fraph incendiarono questa borgata favorevole ad
Aristide: 1053 case furono rase al suolo, 50 persone furono bruciate,
anche se a molti cadaveri risultarono essere state tagliate le dita.
EMMANUEL TOTO CONSTANT, L'ISTRUTTORE
Cité Soleil e Raboteau ci portano al fondatore del Fraph, Emmanuel Toto
Constant, 47 anni, figlio di un generale dell'esercito sotto François
Duvalier, capo di squadroni della morte e implicato in almeno 50
omicidi. Nonostante la condanna al processo di Raboteau (su cui è stato
girato un bel documentario presentato proprio a febbraio al festival di
Miami), Toto Constant vive tranquillo nel quartiere newyorkese di Queens:
e non stupisce, se si pensa che negli anni `90 un ufficiale dei servizi
statunitensi definì Constant "un giovane intellettuale pro-occidentale
non più a destra di un giovane repubblicano".
Secondo l'Haiti Progres, tra il 1991 e il 1994 Constant era istruttore
al quartier generale del Service d'Intelligence Nationale haitiano
diretto dalla Cia, e organizzava il Bureau d'information et coordination,
una banca dati a uso interno. Constant era stato arruolato dal
colonnello Patrick Collins dell'Us Defense Intelligence Agency che lo
aveva incoraggiato a formare un gruppo anti-Aristide, la Ligue haitienne
de la Résistence, poi ribattezzata in Fraph.
All'epoca Constant era pagato dalla Cia 700 dollari al mese. Secondo The
Nation il Fraph ricevette da Miami tra 5.000 armi semiautomatiche, in
casse contrassegnate "Materiale di Polizia: non aprire". Nel 1993
Constant fu addirittura invitato al ballo per l'inaugurazione della
presidenza Clinton. Ma quando la Casa bianca decise di riportare al
potere Aristide, Costant si trovò preso in mezzo fra Cia e presidenza:
"Io per la Cia sono come la bella donna con cui tutti vogliono andare a
letto ma con cui non si esce durante il giorno" disse in un'intervista.
MÉTAYER, LEADER DELL'ARMÉE CANNIBALE
Per chiudere il cerchio, basta ricordare che Jean Tatoune stava
scontando la sua condanna quandolo scorso agosto fu liberato con un
attacco alla prigione. Insieme a lui evase Amiot "Cubano" Métayer, il
leader dell'Armée Cannibale che fino ad allora aveva appoggiato
Aristide, nel frattempo seminando il terrore nella città di Gonaïves nel
nord: lo scorso settembre il corpo di Amiot Métayer fu ritrovato
crivellato da 5 pallottole e da allora il fratello minore, Butteur
Métayer, scatenò la rivolta della città contro Aristide e, con l'aiuto
di Jean Tatoune, riorganizzò l'Armée Cannibale nel Front Artibonite.
Come ha detto Aristide al New York Times prima di lasciare l'isola: "Il
Fraph è tornato".
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