ARISTIDE E HAITI

"Chi mi ha rovesciato ha estirpato il tronco della libertà.
Ricrescerà perché le sue radici sono molte e profonde"

ARTICOLI

Analisi di Brian Concannon
Analisi di Ramsey Clark
Ex soldiers payed
La dittatura del debito
Haiti, embargo bancario e febbre tifoidea
Naomi Klein : Jean-Bertrand Aristide spiega perché fu destituito
Jean-Bertrand Aristide, un anno dopo il colpo di stato
Allarme di Amnesty International per uccisioni in prigione
HLLN Note on the Amnesty International Alert on Prison Killings
Rapporto di dicembre
(pdf - 130 KB - lingua inglese)
Il silenzioso massacro dei bambini di strada
Le menzogne dei media
Pris Dans Son Propre Piege
IJDHReport – denuncia di gravi violazioni dei diritti umani
(pdf - 716 KB - lingua inglese)
CSHRhaitireport - denuncia di gravi violazioni dei diritti umani (pdf - 6,7 MB - lingua inglese)
Il pericolo Aristide
Chi ha destituito Aristide
Haiti
Haiti ed il gioco americano
Crisi haitiana - Intervista al Presidente dell'ANPIL
La destabilizzazione di Haiti. Gli Stati Uniti hanno appoggiato il Colpo di Stato
L'atto di accusa di Aristide
E' l'ennesimo cambio di regime
Sarà il Venezuela il prossimo?
Attenzione! Democrazie in pericolo
Delegazione USA in Centrafrica ha incontrato Aristide
USA - Haiti analisi di Noam Chomsky
Haitians Seized
Da Peacelink
Un messaggio da Haiti occupata
Criminali massacratori a capo della rivolta
Torneranno gli orribili macoutes?
Haiti: l'alluvione e il colpo di stato
I Desaparecidos di Haiti
Bambini
Su la testa!
La destra trionfa in Salvador
Washington organizza una finta "Conferenza di Aiuti"
Il governo provvisorio spiana la strada al ritorno della milizia
I Canadesi sono stati coinvolti in un massacro ad Haiti?
A proposito del SILENZIO
Un'altra calamità innaturale
Haiti Assassination Trial

LA GRAVE RESPONSABILITA' DELL'UNIONE EUROPEA

LA RESPONSABILITA’ DELL’UNIONE EUROPEA NELLA DESTABILIZZAZIONE DI HAITI NEGLI ANNI, NEI MESI E NEI GIORNI CHE HANNO PRECEDUTO E SEGUITO IL COLPO DI STATO DEL 29 FEBBRAIO 2004
(a cura di Alma Giraudo - pdf - 902 KB)

ALLEGATI

Castigo a los más pobres de América
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Robert F. Kennedy Memorial
(pdf - 125 KB)
URGENCE HUMANITAIRE EN HAÏTI
(pdf - 58 KB)
ADDIS ABABA 18 FEBRUARY 2004
(pdf - 65 KB)
RAPPORT ANNUEL CONJOINT 2002
(pdf - 315 KB)
Interrogazione Kinnock
(pdf - 39 KB)

Nel febbraio 2004 gruppi di paramilitari già riconosciuti reponsabili di orribili atrocità contro i cittadini haitiani durante il colpo di stato del 1991 e successivi anni di dittatura militare (1991-1994), supportati, armati ed addestrati dal Governo degli Stati Uniti d’America, hanno portato a termine un ennesimo colpo di stato contro il legittimo governo di Haiti. L’organizzazione di questo colpo ha inizio nell’anno 2000 con le false accuse di brogli elettorali durante le elezioni vinte dal partito Fanmi Lavalas e dal presidente Jean-Bertrand Aristide e conseguente interruzione degli aiuti internazionali già promessi , anche da parte dell’Unione Europea. La campagna di destabilizzazione e delegittimazione del governo costituzionale è continuata e si è intensificata fino alla sua conclusione nella notte fra il 28 ed il 29 febbraio, quando il presidente Jean-Bertrand Aristide è stato sequestrato da militari USA e trasportato nella Repubblica del Centrafrica.

Il supporto a questo colpo di stato, oltre che dagli Stati Uniti è stato fornito dalla Francia e dal Canada.
La richiesta all’ONU di una inchiesta internazionale indipendente avanzata dai Paesi Caraibici (CARICOM) e dalla UNIONE AFRICANA è stata impedita dai governi sia della Francia che degli Stati Uniti, con evidenti minacce di ritorsioni e di un veto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

In conseguenza a ciò l’attuale situazione del popolo haitiano è disastrosa: durante i primi due mesi successivi al colpo di stato più di 1.000 persone sono state brutalmente assassinate, le strutture realizzate dai governi democratici di Haiti nel corso dei 9 anni in cui hanno operato sono state quasi tutte distrutte. Gli esponenti del partito Fanmi Lavalas, il più diffuso, vengono uccisi, arrestati e detenuti senza alcuna accusa o sono costretti a nascondersi (vedere il rapporto sui diritti umani ad opera dell’Istituto per la Giustizia e la Democrazia ad Haiti: www.ijdh.org). Vengono arrestati illegalmente anche senatori, deputati, sacerdoti e semplici poveri cittadini, perché sospetti sostenitori del Presidente deposto Jean-Bertrand Aristide.

Le continue manifestazioni popolari per richiedere il ritorno del Presidente eletto Jean-Bertrand Aristide ed il ripristino della legalità vengono represse con le armi causando delle stragi.

Il “governo ad interim” instaurato da USA e Francia è apertamente connivente con i paramilitari, che infatti vengono definiti “freedom fighters” (combattenti per la libertà).
Sullo stesso “governo ad interim” stanno piovendo più di un miliardo di dollari di aiuti internazionali (325 milioni dall’Unione Europea) senza che nessuno abbia richiesto in contropartita almeno il rispetto dei diritti umani.

La forza ONU inviata per “pacificare” la nazione è composta da poco più di un terzo degli uomini che inizialmente avrebbero dovuto essere presenti nel Paese (circa 2.600 militari rispetto ai 7.500 previsti) e non sta facendo nulla per fermare queste violenze.

Le conseguenze di questo colpo di stato sono ancora peggiori del 1991 quando 5.000 persone vennero uccise. Le violazioni delle leggi Haitiane ed internazionali non sono mai state così gravi dal tempo delle dittature dei Duvaliers, e questo anche a causa del “silenzio stampa” su questi fatti da parte di tutti i media internazionali: dopo il 29 febbraio un muro di silenzio è inspiegabilmente calato su Haiti, eppure l’attenzione dei media indipendenti sarebbe fondamentale per fermare le violenze. Solo alcuni gruppi di volontari si occupano di seguire, documentare, inviare osservatori, come il già citato Istituto per la Giustizia e la Democrazia ad Haiti, oppure Pax Christi.
Sarebbe il caso, per tutti, ma in particolare per giornalisti e politici, considerato il ruolo che svolgono, ricordarsi che il silenzio è sempre complicità.



Haiti, piccolo e per noi semi sconosciuto Paese, con i suoi continui colpi di stato organizzati da potenze straniere, è un Paese simbolo di cosa accade ai Governi ed ai Popoli che non si piegano ai voleri di chi li vorrebbe “a proprio uso e consumo”. Il Governo ed il presidente Aristide si sono parzialmente opposti alla politica liberista imposta da Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale e sono stati spazzati via, non importa con quali conseguenze nei confronti della popolazione che dal 29/02/04 ha progressivamente visto peggiorare le proprie condizioni di vita.
Alma Giraudo dalla provincia di Torino.


info@aristide-haiti.it Siti correlati:
www.ijdh.org
www.haitiaction.org
www.haitisupport.gn.apc.org
www.haitiprogres.com
www.ahphaiti.org
www.haitiechange.org
www.margueritelaurent.com